Il processo per l’omicidio Yara continuerà a settembre. Noi continuiamo a parlare del caso perché Massimo Bossetti avrebbe tentato il suicidio sabato scorso nel carcere di Bergamo. La prima persona a venire a conoscenza della vicenda sarebbe la moglie Marita Comi, durante una visita al marito. La donna poi avrebbe telefonato all’avvocato difensore Claudio Salvagni che si sarebbe subito “precipitato in carcere“.

Massimo mi ha raccontato di aver avuto un momento di debolezza. Per un attimo gli si è spenta la luce. Per fortuna adesso sta bene ed è più tranquillo, abbiamo parlato a lungo degli ultimi giorni, dell’udienza di venerdì e di quello che ci aspetta. In ogni caso chiederemo all’istituto una relazione per capire cosa è successo“.

Cosa sarebbe successo? Bossetti avrebbe cercato di impiccarsi con una cinghia, ma il suo tentativo sarebbe stato fermato subito – a quanto si sa dal personale carcerario. L’uomo non avrebbe riportato conseguenze fisiche – tanto è vero che non è stato necessario nemmeno portarlo in ospedale -, ma per evitare altri tentativi sono state adottate ovviamente delle misure precauzionali.

La direzione del carcere non ha rilasciato commenti sul tema. L’unico a parlare è stato il cappellano, don Fausto Resmini, che ha incontrato in questi giorni il muratore e non ha trovato segni sul corpo, l’ha solo “trovato più chiuso del solito, ma nulla di più“.

Come abbiamo già scritto qualche giorno fa, Il processo per l’omicidio Yara riprenderà l’11 settembre: quel giorno dovrebbe essere presente in aula Maura Panarese, la mamma di Yara. Sarebbe la prima volta in cui la donna si troverà di fronte il presunto carnefice della figlia. La Corte d’Assise ha già fissato altre venti udienze che si svolgeranno entro Natale: la sentenza dovrebbe arrivare all’inizio del 2016.