Con il passare del tempo aumentano i dubbi sulla colpevolezza di Massimo Bossetti, il muratore di Mapello sotto processo a Bergamo in questi giorni per l’omicidio Yara. L’ultimo dettaglio che mette in bilico la teoria del Pubblico Ministero è stata rivelata dal settimanale Oggi appena arrivato in edicola. A quanto sembra ci sarebbe anche un altro soggetto il cui furgone sarebbe stato inquadrato dalle stesse telecamere che inchioderebbero Massimo Bossetti.

Il mezzo di questa persona farebbe lo stesso giro attorno alla palestra nelle ore in cui si sono perse le tracce di Yara Gambirasio. Quest’uomo vivrebbe a poca distanza dalla palestra, e “spesso si lascerebbe andare ad apprezzamenti sconci verso le ragazze e pare si fosse invaghito di una donna molto vicina a Yara“. Il suo nome è comparso “marginalmente” perché lui sarebbe riuscito a difendersi fornendo agli inquirenti un alibi ritenuto inattaccabile dall’accusa. Non sappiamo però quanto siano state approfondite le indagini sull’alibi, sul Dna o ancora sulla presenza di questo mr. x nel luogo e nell’ora di scomparsa di Yara Gambirasio.

A quanto vi abbiamo scritto bisogna poi aggiungere le polemiche legate al fatto che sul corpo di Yara  è stata trovata una quantità di “fluido importante” – lo dice l’ufficiale dei Ris di Parma, Nicola Staiti, chiamato a testimoniare al processo – che potrebbe essere sangue o saliva. Questa traccia biologica risulta appartenere a Silvia Brena, una delle insegnanti di ginnastica della vittima. Perché gli inquirenti l’hanno ritenuta irrilevante?