Una scuola di danza a Roma chiude dopo che è stata luogo di omofobia e violenza di genere: i muri sono stati imbrattati con scritte contro l’omosessualità. L’episodio probabilmente intimidatorio ha scosso i proprietari della scuola di danza che hanno deciso di chiuderla, ignoti infatti hanno imbrattato i muri esterni della scuola con scritte volgari e omofobe.

Il vicesindaco di Roma Luca Bergamo, che sostituisce Virginia Raggi in vacanza, dichiara: “Sono solidale e vicino a chi lavora e frequenta la scuola di danza. Chi fa scritte omofobe manifesta solo ignoranza e aggressività che sono spesso prodotto della paura di chi non ha gli strumenti per affrontarle”

Solidarietà ai proprietari e agli allievi della scuola arriva dal Gay Center di Roma che attraverso il portavoce Fabrizio Marrazzo dichiara: “L’episodio intimidatorio in una scuola di danza romana è un gravissimo atto di omofobia che si scaglia contro un luogo che produce cultura e arte attraverso la danza. Scritte ed epiteti offensivi sui muri della scuola hanno costretto alla chiusura. La nostra solidarietà è totale verso la scuola, che ha deciso di denunciare l’accaduto. Conosciamo bene episodi simili che periodicamente si ripercuotono in maniera simile anche presso la nostra sede a Testaccio.Continuare a lottare e non fermarsi, come abbiamo sempre fatto. Noi saremo presto a Centocelle per poter sostenere la riapertura della scuola di danza, sostenendosi a vicenda nei momenti di difficoltà. Chiediamo alle istituzioni di vigilare. Roma non può continuare a subire attacchi omofobi del genere”.

L’episodio pare non sia un caso isolato ma l’Arcigay di Roma, attraverso il suo presidente Francesco Angeli, chiede l’aiuto delle istituzione per bloccare nuovi casi di violenza di genere a Roma: “Ci sono mura da ripulire e una scuola che ha bisogno di essere sostenuta, non solo attraverso la pulizia della scritte omofobe. E’ necessario un chiaro segnale di solidarietà da parte delle istituzioni in una città che conosce ripetutamente azioni contro le persone gay, lesbiche, bisex e trans”.