La Regione Piemonte ha lanciato negli ultimi giorni una campagna sociale contro l’omofobia (più precisamente contro l’omotransfobia) come opera di sensibilizzazione dei propri cittadini verso tutte quelle forme di discriminazione e di violenza che riguardano gli orientamenti sessuali.

Torino Pride ha quindi lanciato lo slogan “L’omotransfobia è odio che uccide, non esserne complice”, facendo uso di un’immagine sacra per veicolare il messaggio.

La scelta è ricaduta sul celebre gruppo scultoreo della Pietà vaticana di Michelangelo Buonarroti, conservata nella basilica di San Pietro, un simbolo del dolore umano e tra i massimi capolavori dell’arte occidentale. A fare da testimonial a questa campagna c’è Stefano Sechi, il ragazzo di Torino vittima di un’aggressione su un autobus del capoluogo piemontese per l’unica colpa di essere gay.

Il connubio però non è decisamente piaciuto alla politica, e Torino Pride, insieme alla Regione e al Comune di Torino, si è attirata le critiche di entrambe gli schieramenti politici.

Ha aperto le danze per la destra Maurizio Marrone, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha chiesto la revoca del patrocinio a un’iniziativa giudicata sconveniente, irrispettosa e inutilmente provocatoria: “In un momento storico di feroci e letali persecuzioni anticristiane, di decapitazioni e pulizia etnica religiosa diventa un’offesa intollerabile e provocatoria paragonare le aggressioni omofobe alla crocifissione di Cristo”.

A dare man forte a Marrone, in una singolare e inedita alleanza transpartitica, è stato Davide Gariglio, capogruppo Pd del Consiglio regionale, che ha parlato di immagine controproducente e destinata a creare divisioni: “La distorsione di un’immagine sacra per la cristianità produce solo contrapposizioni. Trovo l’associazione sbagliata sotto diversi aspetti, ma la ritengo non utile neanche per il movimento LGBT“.

omofobia campagna polemica

Naturalmente si sono levate anche voci a favore, tra cui quella di Monica Cerutti, assessore ai Diritti della Regione, che ha difeso la scelta etica ed estetica: “L’immagine, scelta autonomamente dal Torino Pride, è un’opera d’arte, patrimonio universale dell’umanità, come è universale il messaggio che vuole trasmettere: pietà e compassione, esattamente il contrario di quello che per noi sono l’omofobia e la transfobia“.

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