Il termine onirico deriva dal greco ‘oniro’, che nell’antica mitologia era il nome del dio del sogno. Figlio del Sonno e della Notte, Oniro riuniva in sé i poteri dei tre oneiroi, Morfeo, Fobetore e Fantaso, dèi minori, generati da Notte, il cui compito era quello di inviare sogni ai mortali attraverso due portali: l’uno costruito con corna, da cui prendono forma i sogni veri, l’altro, in avorio, da cui si credeva passassero i sogni ingannatori. Nella mitologia greca, Oniro appare spesso rappresentato come un giovane vestito di bianco (sogno diurno) o di nero (sogno notturno) e portatore di un corno da cui fuoriescono i sogni. Omero, in particolare, ci presenta Oniro come un nunzio alato, inviato da Zeus ai mortali per comunicare loro nel sonno le divine volontà, o a insinuare i divini consigli.

L’aggettivo onirico riguarda dunque tutto ciò che concerne il sogno o i sogni: attività onirica; la fase onirica del sonno; interpretazioni oniriche; ecc. Per estensione, la parola può tuttavia abbracciare non solo quel che accade durante i sogni, bensì tutto ciò che presenta caratteri analoghi a quelli del sogno e appare dunque irreale, fantastico, rarefatto: atmosfera onirica; visione onirica; quadro onirico; poesia onirica; ecc.

In psicanalisi, infine, si definisce ‘lavoro onirico’ l’insieme delle operazioni psichiche per mezzo delle quali colui che sogna traduce il contenuto latente del sogno (il contenuto inconscio, ovvero i suoi significati psicologici reali) in un contenuto manifesto (ciò che noi effettivamente sogniamo) più facilmente rappresentabile, tollerabile e che quindi può essere ricordato nello stato di veglia. Secondo Sigmund Freud, che ha affrontato l’argomento nel famoso scritto “Interpretazione dei sogni”, il lavoro onirico si realizzerebbe tramite tre distinti processi che egli definì ‘condensazione spazio-temporale’; ‘spostamento da un oggetto psichico ad un altro’ e ‘rappresentabilità’.

Sinonimi di onirico possono essere considerati: fantastico, surreale, immaginario, irreale, visionario. Contrari sono invece: reale, concreto, tangibile.