Dal primo aprile 2015 la Palestina accederà alla Corte Penale Internazionale, divenendo il 123esimo membro della Cpi. Ad annunciarlo il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, che dichiara di star agendo come depositario per i documenti di ratifica.

Il presidente Abu Mazen aveva presentato la richiesta di adesione alla Cpi, e ad un’altra ventina di organismi internazionali, il 31 dicembre, all’indomani della sconfitta al Consiglio di Sicurezza Onu. Solo per un voto l’Anp non è riuscita infatti a far passare la risoluzione che chiedeva il ritiro completo di Israele dalla Cisgiordania entro il 2017 e riconosceva lo Stato di Palestina.

Entrando a far parte della Corte Penale Internazionale, l’Autorità Palestinese potrà ora appellarsi ad un’entità giuridica sovranazionale per perseguire Israele per eventuali crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Allo stesso modo potrà essere giudicata per la stessa tipologia di reati. A quanto si apprende esisterebbero già due “Dichiarazioni Ad Hoc” che descriverebbero tali denunce, depositate dal governo palestinese all’Aja assieme agli strumenti di ratifica dello Statuto di Roma del 2002.

Attraverso il ricorso al Tribunale penale internazionale l’Autorità nazionale palestinese mira così ad innescare una pressione tale sul governo israeliano da obbligarlo a ritirarsi dai Territori entro il gennaio 2017, come auspicato dalla risoluzione araba presentata il 30 dicembre al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Israele, da parte sua, risponde annunciando: 1) la denuncia dell’Autorità palestinese per crimini di guerra in quanto complice di “atti di terrorismo”, avendo siglato un patto di governo di unità nazionale con Hamas, considerata “organizzazione terroristica” da Usa, Ue e numerosi Paesi arabi; 2) la denuncia di Abu Mazen stesso per complicità nell’uccisione di cittadini israelo-americani da parte di Hamas; 3) un’inchiesta interna delle forze armate per appurare gli eventuali responsabili di possibili errori commessi in “episodi dubbi” avvenuti durante le operazioni a Gaza.

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