Nuova manifestazione degli operai dell’Ast di Terni. Quest’oggi hanno manifestato sull’autostrada del Sole all’altezza di Orte, tagliando di fatto in due l’Italia dalle 13 fino a poco dopo le 17 – periodo durante il quale è stato chiuso il tratto compreso tra
tra Magliano Sabina e Orte verso Firenze e quello tra Attigliano e Orte verso Roma (almeno secondo il sito di Autostrade per l’Italia).

La protesta è finita quando i sindacati hanno ricevuto l’assicurazione che la trattativa sul piano industriale della ThyssenKrupp riprenderà domani. Difficile però che si esca dall’impasse: il piano industriale dell’Ast prevede 290 esuberi – mentre altri 141 dipendenti sono già usciti dall’azienda con la mobilità volontaria.

Il nuovo piano secondo i sindacati non dà le “garanzie e novità” che si attendevano. E tra le due parti, il governo, al di là degli annunci via Twitter non fa più di tanto. Per questo i lavoratori dopo 22 giorni di sciopero dicono ”di sentirsi abbandonati a tutti i livelli”.

Sul tema bisogna rimarcare le prese di posizione di Giorgio Airaudo, ex sindacalista Fiom responsabile lavoro di Sel: “Sotto i riflettori e davanti alle TV il governo annuncia una disponibilità dell’impresa che poi ai tavoli la multinazionale tedesca ridimensiona. Renzi registri che serve un impegno diverso ed efficace del governo, fino ad immaginare la partecipazione pubblica all’impresa, a tutela del lavoro, del patrimonio industriale  e del futuro del Paese nel settore manifatturiero”.

Nazionalizzare l’azienda mi sembra pura fantascienza. D’altra parte è ancora più difficile commentare le parole del sottosegretario al Welfare Teresa Bellanova, che sta seguendo la vertenza, invita tutti “a mantenere i nervi saldi perché c’è molta tensione. Ognuno deve fare uno sforzo per non costruire su una vicenda sindacale una questione di ordine pubblico. Bisogna continuare nel confronto, non è con prove muscolari che si risolverà la situazione”.

Da registrare infine le parole di Antonio Gozzi, presidente di Federacciai: “sono un po’ meno pessimista. Ho parlato a lungo con l’ad Morselli, che mi ha trasmesso la convinzione nuova e positiva” che i tedeschi della ThyssenKrupp starebbero riconsiderando la decisione di abbandonare l’acciaio inossidabile. Questo cambiamento di prospettive “colloca tutta la vicenda di Terni in una nuova luce”. E quindi “anche se la vertenza non è ancora risolta, con un po’ più di ottimismo”.

photo credit: F. Montino via photopincc