Ci sono buone notizie per l’operaio di una ditta di Rivoli, nel Torinese, che – rientrato in fabbrica dopo otto mesi per un trapianto al fegato – è stato licenziato in tronco. “I rappresentanti della multinazionale svizzera mi hanno assicurato di voler ritirare la loro decisione che presentava atti di disumanità inammissibili ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, rassicurando sia il lavoratore che i sindacati sul piede di guerra. I colleghi dell’operaio, infatti, avevano proclamato uno sciopero per solidarietà chiedendo all’azienda di ripensarci, di rivedere la loro decisione.

Operaio licenziato, forse c’è una soluzione

“Mi hanno fatto una visita e mi hanno dichiarato inabile, mi hanno costretto a tre settimane di ferie forzate e poi mi è arrivata la lettera di licenziamento”, queste le parole di Antonio, 55 anni, subito dopo essere stato licenziato dalla ditta in cui lavorava da anni come operaio. Un’azienda metalmeccanica che ha 700 dipendenti solo a Rivoli e oltre 1.500 in tutta Italia. Un’azienda che, adesso, potrebbe fare un passo indietro.

Operaio licenziato, l’azienda ha 700 dipendenti

Ora la bella notizia, così come ha annunciato il presidente della Regione Piemonte: l’azienda potrebbe rivedere la decisione e trovare una soluzione per l’operaio, licenziato dopo essere rientrato al lavoro a seguito di un trapianto al fegato.