Il Reparto Operativo e del Comando Provinciale di Caserta stanno eseguendo un’operazione anti camorra, all’interno della quale sono state emesse una serie di ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di circa venti persone, tutte coinvolte direttamente o molto vicini alle fazioni dei Bifone e dei Petruolo (strettamente collegate al clan Belforte) e che opera soprattutto nella zona del Marcianise.

L’operazione anti camorra è partita perché le persone coinvolte sarebbero accusate di aver compiuto, circa dieci anni fa, atti intimidatori nei confronti di due sottufficiali dell’Arma dei Carabinieri. Gli atti, platealmente commessi, sarebbero avvenuti a Portico e a Sant’Angelo in Formis.

Gli arresti compiuti dalle forze dell’ordine sarebbero avvenuti in diverse parti d’Italia: nella provincia di Caserta, a Napoli, ad Avellino, a Frosinone ma anche ad Alessandria, Pordenone e Perugia. I reati contestati a vario titolo contro i soggetti coinvolti nell’operazione anti camorra, sono quelli di associazione per delinquere a stampo mafioso, incendio doloso, usura, estorsione, porto abusivo d’armi, tentato omicidio, spaccio di sostanze stupefacenti, tutti aggravati dal fatto di essere stati commessi con metodo mafioso.

All’epoca dei fatti, i due carabinieri minacciati si erano occupati di indagini che portarono poi ad un’operazione anti camorra. Gli atti intimidatori commessi nei loro confronti si sono concretizzati nell’incendio doloso della casa di uno di loro e dell’incendio dell’auto dell’altro.