Lancette indietro di un’ora nella notte fra sabato 26 e domenica 27 ottobre per il ripristino dell’ora solare, che ci accompagnerà fino a marzo 2014. Termina così, dopo 7 mesi l’ora legale, la variazione convenzionale dell’orario astronomico. Ma quali sono le origini e le motivazioni di una prassi così diffusa?

Nelle società antiche e prima della diffusione degli orologi, l’organizzazione delle civiltà agricole non si basava su bioritmi fissi come nelle moderne civiltà industrializzate: i contadini, che costituivano la grande maggioranza della popolazione, si alzavano infatti sempre all’alba, seguendone inconsciamente il progressivo anticipo in primavera e ritardo in autunno. Nell’età contemporanea l’espediente dell’ora legale non fa che riprodurre questo antico spostamento dei bioritmi umani a seconda delle stagioni.

Il primo che pensò al meccanismo dello spostamento orario fu Benjamin Franklin che, già nel 1784, sotto consiglio del collega ed inventore francese Jacques Légal, pubblicò la sua idea sul quotidiano francese Journal de Paris tramite il saggio intitolato “Un progetto economico per la riduzione del costo della Luce” del 26 aprile 1784. Le riflessioni di Franklin si basavano infatti sul principio del risparmio energetico, ma come spesso accade alle idee più lungimiranti, i tempi non erano maturi e le sue teorie non trovarono seguito.

Oltre un secolo dopo, nel 1907, l’idea venne ripresa dal costruttore inglese William Willet, che trovò terreno fertile nel quadro delle esigenze economiche provocate dalla Prima guerra mondiale: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate. In tempo di guerra il risparmio energetico era divenuto una priorità e molti paesi imitarono l’esempio della Gran Bretagna.

In Italia l’ora legale fu introdotta per la prima volta il 3 giugno del 1916 tramite il decreto legislativo n°631 del 25 maggio, che rimase in uso fino al 1920. In seguito, tra il 1940 e il 1948 fu abolita e ripristinata diverse volte a causa della Seconda guerra mondiale, ed è solo dal 1996 che viene adottata definitivamente, mentre dal 1980 si applica a tutta la Comunità Europea.

La durata del periodo di ora legale si è modificata nel tempo: dal ‘66 al ‘79 rimaneva in vigore generalmente dalla fine di maggio alla fine di settembre; nel 1980, da aprile a settembre; dall’81 al ‘95, dall’ultima domenica di marzo all’ultima domenica di settembre; infine, dal 1996, in attuazione della direttiva europea, è stato semplificato il processo definendo convenzionalmente l’entrata dell’ora legale nell’ultima domenica di marzo ed il ritorno all’ora solare l’ultima domenica di ottobre.

L’idea di introdurre l’ora legale nasce dunque dal bisogno di ottimizzare l’uso della luce solare al fine di ottenere un risparmio nel consumo di energia (è stato infatti stimato che con l’ora legale, dal 2004 al 2007, l’Italia ha risparmiato complessivamente oltre 2,5 miliardi di kilowattora, pari a 300 milioni di euro). Il concetto alla base è di sfruttare l’allungamento delle giornate anticipando l’inizio della vita produttiva del paese: spostando di un’ora l’orario si riesce ad avere la luce naturale al mattino e si guadagna un’intera ora di luce per la sera, ritardando il consumo di energia elettrica per l’illuminazione. Il nome internazionale dell’ora legale è infatti Daylight Saving Time – DST, letteralmente “tempo per il risparmio della luce”.

L’ora legale nel mondo

I Paesi che si trovano nella fascia tropicale solitamente non adottano l’ora legale, poiché la variazione delle ore di luce durante l’anno è minima. La maggior parte dell’Africa non adotta l’ora legale, che è in uso soltanto nelle Isole Canarie, in Marocco e Namibia. Nemmeno le isole Seychelles e Mauritius, come la maggior parte dei paesi dell’Asia applica la convenzione, invece in uso nella maggior parte del Nord America e negli Stati Uniti d’America , fanno eccezione Arizona, Hawaii, Porto Rico, Isole Vergini, Samoa americane, Guam e Isole Marianne Settentrionali. In Sud America la maggior parte dei Paesi, soprattutto quelli vicini all’equatore, non usano l’ora legale, mentre Cile, Paraguay, Uruguay e le regioni meridionali del Brasile la usano.

Nell’emisfero australe inoltre le stagioni sono invertite rispetto all’emisfero boreale, quindi anche l’ora legale viene introdotta ad ottobre per finire a marzo. La Nuova Zelanda e le regioni meridionali dell’Australia adottano l’ora legale, mentre le restanti parti dell’Oceania non la usano. Infine in Russia dal 2011, è stata adottata l’ora legale durante tutto l’anno.