Siamo ormai quasi giunti al consueto appuntamento con il cambio dell’ora: la notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre saremo infatti chiamati a spostare le lancette dei nostri orologi un’ora indietro. Nel week end l’ora legale lascerà il posto a quella solare, che resterà in vigore fino al 30 marzo 2014, si tratta probabilmente dell’appuntamento che più di ogni altro ci avverte che l’inverno è alle porte e l’estate ormai un caldo ricordo.

Il cambio dell’ora avverrà come sempre durante ore notturne, in modo da arrecare il minor disagio possibile, in particolare il sistema dei trasporti riduce al minimo le problematiche di orario con il cambio tra le 2 e le 3 di notte.

In Italia l’ora legale fu introdotta per la prima volta il 3 giugno del 1916 tramite il decreto legislativo n°631 del 25 maggio, che rimase in uso fino al 1920. Nei decenni successivi questa prassi subì poi innumerevoli modifiche e rimaneggiamenti, ed è solo dal 1996 che viene adottata stabilmente, mentre dal 1980 si applica a tutta la Comunità Europea.

A regolamentare definitivamente il cambio dell’ora è stata la Direttiva 2000/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 gennaio 2001, la quale dice (estratto):

Articolo 2: A decorrere dall’anno 2002 in ciascuno Stato membro il periodo dell’ora legale ha inizio alle ore 1.00 del mattino, ora universale, dell’ultima domenica di marzo.

Articolo 3: A decorrere dall’anno 2002 in ciascuno Stato membro il periodo dell’ora legale termina alle ore 1.00 del mattino, ora universale, dell’ultima domenica di ottobre.

In sostanza, la sveglia suonerà un’ora dopo rispetto ad oggi ed il pomeriggio sarà meno luminoso, variazione che ci costringerà ad accendere prima le luci in casa, con la conseguenza di un aumento dei consumi di energia elettrica. Inevitabili inoltre, come ogni anno, piccoli disagi e qualche cambiamento nelle nostre abitudini quotidiane. Ma si tratterà solo dei primi giorni, poi il nostro organismo si abituerà al cambiamento e a quell’ora di luce serale in meno … Certamente poi, un’ora in più di sonno domenica mattina, contribuirà a rendere il passaggio meno traumatico.