Il termine nichilismo (dal latino ‘nĭhil’ = ‘nulla, niente’), indica un determinato atteggiamento o dottrina filosofica che nega in modo radicale determinati sistemi di valori; di conseguenza il mondo e l’esistenza umana in particolare, vengono percepiti come privi di senso, scopo o valore etico intrinseco; la verità incomprensibile e la morale non esistente di per sé, bensì stabilita artificiosamente.

Nel parlato comune, nichilista diviene quindi sinonimo di ‘disfattista’, persona che ama distruggere le convinzioni altrui, senza individuare una possibilità di esistenza serena, al di fuori della propria. Viene definito nichilista ogni atteggiamento rinunciatario, negativo, distruttivo o autodistruttivo derivante dal rifiuto dei valori e delle istituzioni esistenti. Il termine è inoltre spesso usato in associazione a una anomia per spiegare una sensazione generale di disperazione derivante da una percezione secondo la quale l’esistenza non ha alcuno scopo.

La diffusione del termine risale alla fine del ’700, quando Jacobi caratterizzò come nichilista la filosofia trascendentale di Kant e la ripresa fattane da Fichte. Secondo Jacobi il sistema della pura ragione “annichila ogni cosa che sussista fuori di sé”. Schopenhauer riprese quindi in chiave nichilista il problema della conoscibilità e dell’essenza del reale. Infine con Nietzsche, il fenomeno del nichilismo (crisi di valori) assume il carattere di vera e propria cifra interpretativa della civiltà occidentale: esso designa l’essenza della crisi che ha investito la civiltà europea moderna e diviene sintomo della decadenza in cui essa versa. Per Nietzsche il nichilismo produce un senso di spaesamento, fallimento e smarrimento esistenziale, tanto da costituire una sorta di malattia da cui il mondo moderno è affetto e che condurrà alla disgregazione del soggetto morale, alla debilitazione della volontà e alla perdita del fine ultimo dell’esistenza. Al contempo, tuttavia, il nichilismo costituisce anche l’annuncio di una nuova “aurora”, che sorgerà dalle ceneri della morte dell’uomo così come esso storicamente si è dato e del Dio che egli ha costruito a propria immagine e somiglianza. Profeta e interprete di questa nuova era sarà l’oltreuomo, capace di assumere su di sé il senso profondo del nichilismo e superarlo; un uomo capace di accettare la vita nella sua caoticità e di imporre a essa la propria volontà di potenza, rendendosi autore e creatore di nuovi valori. Rileggendo l’opera di Nietzsche, il filosofo Heidegger, individua quindi nella formula nietzschiana “Dio è morto” la miglior auto-definizione del nichilismo.

Per quanto riguarda invece il mondo delle arti, movimenti come il futurismo e il decostruttivismo, sono spesso stati identificati come “nichilistici”. In letteratura, il ritratto del nichilismo può essere individuato nel romanzo “Tre sorelle” di Anton Čechov, mentre black metal e death metal sono i generi musicali che maggiormente ne hanno enfatizzato le tematiche.