La strage di Orlando sta accendendo il dibattito politico negli Stati Uniti. Era inevitabile, soprattutto adesso che siamo in piena campagna elettorale per le prossime presidenziali. Donald Trump non ha esitato a utilizzare la drammatica sparatoria avvenuta in un locale gay della Florida per attaccare sia la rivale democratica Hillary Clinton che l’attuale presidente Obama, di cui è arrivato a chiedere le dimissioni.

A poche ore di distanza dalla tragedia di Orlando, Barack Obama ha nuovamente chiesto una legge sul controllo delle armi e ha dichiarato: “Questo massacro è una prova ulteriore di quanto sia facile per una persona mettere le mani su un’arma che gli consente di ammazzare della gente in una scuola, in una chiesa, in un cinema o in un nightclub. Dobbiamo decidere che tipo di Paese vogliamo essere. Continuare a non fare nulla equivale a una scelta”.

Dello stesso avviso anche la candidata dei democratici alle prossime elezioni presidenziali, Hillary Clinton, che riguardo a quanto successo a Orlando ha detto: “Dobbiamo tenere armi come quelle usate la scorsa notte lontano dalle mani dei terroristi o di altri violenti criminali. Questo è il più terribile massacro nella storia degli Stati Uniti e ci ricorda una volta di più che armi da guerra non devono avere posto nelle nostre strade. È arrivato il momento di unirci e fare di tutto per difendere le nostre comunità e il Paese”.

Su argomenti del tutto differenti ha spostato invece l’attenzione il candidato alla presidenza dei repubblicani. Donald Trump non ha infatti discusso di maggiori controlli nella vendita delle armi, bensì ha richiesto le dimissioni di Barack Obama perché, nel suo intervento, non ha parlato di “Islam radicale” in riferimento alla strage di Orlando.

Donald Trump ha inoltre sottolineato: “Il terrorista, Omar Mir Saddique Mateen, è il figlio di un immigrato dell’Afghanistan che ha apertamente dichiarato il suo sostegno per i talebani afghani… Secondo l’istituto di ricerca Pew, il 99 per cento della gente in Afghanistan appoggia l’oppressiva legge della Sharia. Noi ammettiamo negli Stati Uniti più di 100mila migranti dal Medio Oriente ogni anno. Dall’11 settembre, centinaia di migranti e i loro figli sono stati implicati in atti di terrorismo negli Stati Uniti”.

Trump dopo la strage di Orlando ha poi attaccato anche la rivale nella corsa alla presidenza Hillary Clinton, sostenendo che lei vuole far crescere il numero di arrivi sul suolo degli Stati Uniti dal Medio Oriente, e ha infine annunciato che “una volta presidente, proteggerò tutti gli americani”.