Ci sarebbe l’Isis dietro il traffico di migranti verso l’Europa, e soprattutto verso l’Italia. A denunciare questa tremenda verità è stato il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in occasione del vertice della commissione Schengen. Secondo Orlando per comprendere meglio le dinamiche degli sbarchi e del terrorismo, bisogna pensare che questi due fenomeni abbiano una matrice comune.

Dalle informazioni disponibili risulta in corso una serrata verifica investigativa sull’ipotesi che fiduciari dell’Isis svolgano ruoli cruciali di controllo e di indirizzo nella gestione dei flussi migratori verso l’Italia, provvedendo anche a dare direttive sui criteri di distribuzione territoriale dei migranti. È una pista investigativa che ha preso corpo nelle ultime settimane.

Orlando ha precisato di non poter rivelare ulteriori dettagli per via del segreto investigativo attualmente in vigore. Al momento non ci sono “evidenze” di una centrale italiana che gestisce il traffico dei profughi, ma soltanto di canali di finanziamento che deciderebbero quanti e quali migranti far partire dall’Egitto e dalla Libia e in quali Paesi inviarli.

Oltre trecento militanti Isis in Italia secondo Orlando

Secondo i dati del Ministero della Giustizia per quanto riguarda la presenza di militanti dell’Isis il quadro italiano è meno preoccupante rispetto a quello di altri Paesi europei, ma il rischio non va comunque sottovalutato. Al momento ci sarebbero 345 detenuti radicalizzati nelle carceri italiane a cui vanno aggiunti i circa 7.500 musulmani praticanti attualmente ospitati nelle nostre prigioni tenuti sotto osservazione.

Come infatti spiega il ministro Orlando è proprio il carcere uno dei posti maggiormente a rischio radicalizzazione perché i detenuti sono soggetti vulnerabili.

Sono queste le condizioni su cui il radicalismo fa leva per trasformare l’isolamento in senso di vendetta e odio contro la società.

Stando ai dati ufficiali in Italia si contano 10.500 carcerati provenienti dai Paesi islamici, ma solo 7500 professano la religione. Dei 345 sospettati di avere contatti con l’Isis, 39 sono stati già isolati in un regime detentivo di Alta Sicurezza mentre altri 99 sono monitorati costantemente per aver mostrato apprezzamento per le stragi di Parigi, Bruxelles e Dacca.