Una giovane ragazza, stuprata per 24 ore, non ha fatto in tempo ad assistere alla condanna dei suoi aguzzini, gli uomini che le avevano rovinato la vita. La 24enne polacca, infatti, è deceduta poco prima del verdetto dei giudici che hanno condannato i due romeni a 20 anni di carcere con l’accusa di averla prima segregata e poi violentata all’interno di una baracca nella pineta di Castel Fusano.

Stuprata a turno in una sporca baracca

Esclusa ogni attenuante per i due aggressori per i quali il pm aveva chiesto 15 anni di reclusione (meno di quelli assegnati dal giudice). “Adesso aspettiamo le motivazioni, poi valuteremo i punti deboli per impugnare il verdetto” hanno fatto sapere i difensori dei due imputati.

La giovane polacca stuprata è deceduta mesi dopo la tragedia per motivi del tutto slegati alla violenza subita in Italia. Gli inquirenti, in questi anni, hanno cercato di ricostruire quella terribile giornata, quelle ore di paura, quell’orrore. La donna, stando alla loro versione dei fatti, quella maledetta mattina accettò di essere accompagnata alla fermata dell’autobus da due uomini che, anziché aiutarla, la condussero in una baracca dove, a turno, l’avrebbero stuprata.

Stuprata per 24 more, è morta per altri motivi

Quando venne liberata, la giovane ragazza venne soccorsa dai proprietari di una pizzeria che, vedendola in quelle terribili condizioni, la invitarono a rivolgersi alle forze dell’ordine ai quali raccontò l’accaduto. Poi l’inizio del processo e il 30 settembre il suo decesso. Ieri la condanna a vent’anni per i due balordi.