Rob O’Neill, 38 anni. È lui il Navy Seal che la notte del primo maggio 2011 uccise Osama Bin Laden nell’ultimo rifugio di Abbottabad, in Pakistan. A rivelarne l’identità il padre che ha parlato con il giornale Daily Mail, bruciando così lo scoop della tv Fox che il 10 e l’11 novembre, in occasione del documentario «The Man Who Killed Bin Laden» – trasmesso sulla rete di Rupert Murdoch l’11 e il 12 novembre – manderà in onda una lunga intervista al militare americano protagonista della storica missione con il Team Six.

O’Neill è nato a Butte, in Montana. Ha alle spalle un’incredibile carriera nell’unità speciale della Marina, con  centinaia di missioni tra Afghanistan e Iraq. Oltre a quella che ha portato all’eliminazione del ricercato numero uno al mondo, ha preso parte ad almeno altre tre azioni ad alto rischio.

Fino ad ora la sua identità era rimasta segreta, rivelare informazioni riservate rappresenta infatti una violazione al codice di condotta, oltre ad aumentare il rischio di ritorsioni da parte dei seguaci di Osama.

Già nel marzo 2013 O’Neill aveva rilasciato una prima intervista alla rivista Esquire, ma in forma anonima, rivelando, riferendosi in particolare a moglie e figli, “a loro ho detto di avere sempre pronta una valigia, nel caso dovessimo scappare all’improvviso”. Nel frattempo, il soldato si è separato e congedato, iniziando un’attività di consulente. O’Neill, scrive il Mail online, ha lasciato le forze armate dopo sedici anni di servizio, ma il padre ribadisce che non è un gesto collegabile al suo «outing» come killer del capo terrorista responsabile delle stragi al World Trade Center. “La gente mi chiede se siamo preoccupati che adesso che la sua identità è nota l’Isis verrà a prenderlo. Io vi dico che dipingerò un grande bersaglio sulla porta della mia casa e dirò: venite pure”, ha dichiarato al giornale britannico il genitore dell’ex Navy Seal.

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