E’ morto l’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, aveva 104 anni. La notizia è stata data dalla tv brasiliana Globo interrompendo la programmazione. Era il leggendario artefice dei ”palazzi che sembrano astronavi”.

Noto come il padre di Brasilia, si laurea nel 1934 e va a lavorare nello studio di Lucio Costa, futuro disegnatore del piano di Brasilia appunto. “Non volevo, al contrario della maggior parte dei colleghi, adattarmi a questa architettura commerciale che vediamo dappertutto - diceva ricordando quei tempi – Nonostante non avessi un soldo, ho preferito lavorare gratuitamente nello studio di Costa dove trovavo le risposte ai miei dubbi di giovane studente”.

Ed è in quegli anni che venne a contatto con Le Corbusier, dal quale rimase visceralmente colpito e sensibilmente influenzato. Grazie a lui apprenderà le estreme possibilità di utilizzo del cemento armato. “L’architettura è il mio hobby – diceva spesso – una delle mie allegrie: creare la forma nuova e creatrice che il cemento armato suggerisce, scoprirla, moltiplicarla, inserirla nella tecnica più d’avanguardia. Questo è per me inventare lo spettacolo dell’architettura”.

Sempre con Lucio Costa vince il concorso per il piano pilota della nuova capitale, che sostituirà Rio de Janeiro con una città avveniristica spostata più a nord, al centro della savana brasiliana, inaugurata nel 1960. Niemeyer vi realizzerà decine di edifici. I più famosi sono il Palazzo dell’Alvorada e quello del Planalto, sedi del presidente della repubblica, le cupole convessa e concava del Congresso, il palazzo di Itamaraty, sede del ministero degli Esteri, e la cattedrale, ancora oggi considerata il suo capolavoro. Nel 1947 viaggia a New York per lavorare al Palazzo di Vetro dell’Onu. Mentre il suo più importante progetto in Italia è la sede della Mondadori a Segrate.

Comunista da sempre, fu costretto all’esilio a Parigi durante la dittatura militare. Fidel Castro al riguardo disse: “Niemeyer ed io siamo gli ultimi comunisti rimasti a questo mondo”. Oscar Tornerà poi in Brasile alla fine del regime, progetterà il Memorial da America Latina a San Paolo e il Museo di Arte Contemporanea a Niteroi, città di fronte a Rio de Janeiro.

Nel 1988 vince il premio Pritzker negli Stati Uniti, il Nobel dell’architettura e nel 1996 riceve il Leone d’Oro della Biennale di Venezia. Nel 2005 è stato inaugurato dalla Tim l’auditorium del Parco Ibirapuera, a San Paolo, un suo progetto del 1954 rimasto per anni nel cassetto.

Ha lavorato fino all’ultimo nel suo studio panoramico davanti alla spiaggia di Copacabana. Lo ricordiamo con una delle sue frasi più celebri e che sintetizzando al meglio il suo credo stilistico:“Non è l’angolo retto che mi attrae, né la linea diritta, dura, inflessibile, creata dall’uomo. Quello che mi affascina è la curva libera e sensuale: la curva che trovo sulle montagne del mio paese, nel corso sinuoso dei suoi fiumi, nelle onde dell’oceano, nelle nuvole del cielo e nel corpo della donna preferita”.

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