Un genitore muore, ma i suoi figli non possono stargli vicino in quanto la camera da ospedale dove è ricoverato è da pulire. Una storia assurda, priva di ogni logica e buon senso. Di quelle che vorremmo esistessero solo in film macabri ma che, invece, fanno parte della realtà di tutti i giorni. E’ accaduto a Sassari, in Sardegna, con tanto di litigata tra il personale delle pulizie e una famiglia che stava assistendo il padre morente e la morte di quest’ultimo in un misero corridoio, dove era stato portato in fretta e furia.

La mancanza di buon senso

Spesso, basterebbe usare un po’ di buon senso per evitare figuracce. Ma in questo caso, anche di fronte alla morte di un genitore, il buon senso è venuto meno. O, diciamo, non si è manifestato. E pensare che i parenti stavano rivolgendo un ultimo saluto ad un padre malato terminale, consapevole che quello probabilmente sarebbe stato l’ultimo abbraccio da poter dare ai suoi figli. Ma proprio in quel momento, ecco che nella stanza del Santissima Annunziata di Sassari irrompe la donna delle pulizie: “Dobbiamo pulire, dovete andare via”. Gli familiari, colmi di rabbia per quanto accaduto, hanno voluto raccontare quest’assurda vicenda a “La Nuova Sardegna”: “Due minuti, abbiamo chiesto che ci lasciassero ancora due minuti. Erano gli ultimi respiri di mio padre, volevamo tenergli la mano io, mia sorella e mia madre. Lui se ne stava andando. Il medico che ci aveva dato la possibilità di porgere l’ultimo saluto, anche lui arrivato nella stanza dopo le lamentele della capo sala, ci ha chiesto di spostarci temporaneamente fuori”.

La giustificazione dell’ospedale

Il direttore di Medicina d’urgenza dell’ospedale in questione, Mario Oppes, ha detto: “Al di là delle possibili giustificazioni che possono esserci dietro l’episodio specifico, ora ha senso soltanto dire che dispiace molto sia accaduto un fatto come questo. Nessuno poteva prevedere il momento esatto in cui il paziente avrebbe smesso di respirare. Vorrei fosse chiaro che episodi di questo tipo non capitano perché c’è cattiva volontà o incapacità di cogliere la sofferenza altrui. La volontà mia e di chi lavora con me è quella di andare incontro ai familiari del paziente. Che l’uomo sia morto proprio nel momento in cui si era appena staccato dai figli e dalla moglie è una fatalità”. Sarà, ma noi facciamo sempre riferimento al buon senso citato prima…