Ha dell’incredibile quanto accaduto al reparto oncologico del Churchill Hospital di Oxford, uno dei maggiori ospedali inglesi. Stando alle parole del responsabile, infatti, la struttura sarebbe a corto di medici: non c’è personale, non si può operare serenamente e così sono state sospese le terapie per i pazienti malati di cancro. Un annuncio shock che comporterà, di fatto, la sospensione della chemioterapia dal momento che mancherebbero soprattutto infermieri specializzati, come denunciato dal Times riprendendo le parole del dottor Andrew Weaver, primario costretto a “rinviare di quattro settimane i cicli di chemio” per tutti i suoi pazienti in lista.

Si tratta di una situazione “insostenibile”, così l’ha definita lo stesso primario, dott. Weaver, poiché l’organico degli infermieri risulta inferiore del 40% rispetto al minimo indispensabile. Il motivo è presto detto: non c’è stata negli ultimi anni la copertura dei posti vacanti. Così il personale si è via via ridotto fino all’osso ed oggi, essendo pochissimi, non è più possibile procedere con le terapie, anche quelle più importanti come nel caso delle chemio.

In realtà non si tratta del primo caso shock in Inghilterra e nel Galles che, nell’ultimo periodo, si trova in una situazione di crisi generale con carenze di fondi e, dunque, di personale medico.