Dopo gli scontri verbali tra Matteo Renzi e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, è tempo di una nuova polemica tra Italia e Ue. Adesso a lanciarla non è però il presidente del Consiglio, bensì il Ministro dell’economia e delle finanze Pier Carlo Padoan.

L’economista, politico e accademico italiano ha espresso le sue perplessità riguardo alla politica economica dell’Unione Europea in una nuova intervista rilasciata al francese Le Figaro. In maniera piuttosto polemica, Padoan ha affermato: “Si rimprovera a volte all’Italia di chiedere troppa flessibilità, di essere insaziabile. Dimenticando che si tratta di una richiesta legittima prevista dalle regole europee. Altri paesi rivendicano questa stessa flessibilità, senza essere nelle condizioni di farlo”.

Pier Carlo Padoan ha quindi proseguito l’intervista sullo stesso tono, dichiarando: “Si crede troppo spesso che l’Italia sia un Paese spendaccione, ma è esattamente il contrario. L’Italia è uno dei paesi che negli anni ha fatto intensi sforzi di aggiustamento della sua politica di bilancio. Il suo problema è l’alto debito pubblico che viene da lontano. L’Italia rispetterà gli sforzi di aggiustamento che le vengono richiesti. Bisogna tuttavia notare come tale sforzo sia deformato dalle considerazioni statistiche. Sarebbe sufficiente modificare un po’ le regole di calcolo per dimostrare senza ombra di dubbio che le finanze pubbliche italiane sono assolutamente in equilibrio. La Commissione ammette che tale metodo di calcolo potrebbe essere differente, ma non si possono cambiare le regole mentre si gioca. Tali regole impongono all’Italia aggiustamenti dolorosi che le recano più danni rispetto ad altri Paesi e questo non va bene”.

Riguardo alla problematica situazione del debito pubblico, più volte messa in evidenza dall’Ue, Padoan ha dichiarato che dovrebbe cominciare a scendere già a partire da quest’anno “ma l’Italia conosce una deflazione imposta dall’esterno. Il Pil nominale cresce più lentamente del previsto e ciò rallenta la discesa del debito pubblico”.

Padoan ha inoltre avanzato un’ipotesi che potrebbe aprire un dibattito nell’Ue: “Serve un ministro delle Finanze unico della zona euro. In primo luogo, un ministro unico delle Finanze servirebbe a garantire la messa in atto di una politica di bilancio europea più equilibrata. Dovrebbe anche gestire eventuali azioni di sostegno che implichino risorse comuni, come la gestione dei flussi migratori o del rafforzamento della sicurezza europea. L’Europa deve dotarsi di risorse proprie. È difficile immaginare che si continuino a spendere tante energie per arrivare ad accordi come quello con la Turchia sui migranti”.