Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan preannuncia tempi difficili per i rapporti tra Italia e Unione Europea, se non verranno accettate le proposte riguardanti i conti pubblici del nostro Paese.

Molti di noi hanno auspicato che l’Europa prendesse atto che non si può continuare come se non fosse successo niente, soprattutto in questo anno molto complicato per noi”: così ha commentato il ministro in risposta al commissario agli Affari economici Pierre Moscovici

Questi infatti aveva annunciato nei giorni scorsi che le spese affrontate per il terremoto sono già state inserite nella flessibilità garantita all’Italia, mentre tutto ciò che atterrà al nuovo terremoto non potrà rientrare nella trattativa.

Padoan rivendica dunque un trattamento adeguato per far fronte alle emergenze che non sembrano finire mai: sul tavolo c’è la richiesta dell’Unione Europea di una correzione dei conti pari a 3,4 miliardi di euro, come ha ribadito il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, che ha esclamato: “Dall’Italia ci aspettiamo impegni precisi”.

Padoan a Bruxelles ha fatto il punto della situazione: “La Commissione aspetta una risposta il primo febbraio, questa risposta arriverà. Sicuramente le spese necessarie per emergenza e ricostruzione saranno considerate, ci sarà un incremento delle spese, mi aspetto misure concrete del governo già dalla prossima settimana”.

Non è infatti improbabile che in caso di campagna elettorale in vista delle elezioni anticipate la maggioranza e il governo possano adottare una politica di confronto duro con la UE, per ottenere un più ampio consenso popolare.

Tuttavia rimane lo spettro della procedura di infrazione dei conti, che porterebbe al commissariamento. Un’ipotesi che “sarebbe un grosso problema in termini di reputazione che l’Italia ha costruito, sarebbe un’inversione a U rispetto a quello che è stato costruito fino ad adesso”.