Sono stati denunciati dalla squadra anticrimine della questura di Padova i due nomadi residenti presso il campo di Zelarino, in provincia di Venezia, che sono stati accertati essere i responsabili di alcuni furti ai danni di malati terminali che avevano appena terminato una sessione di chemioterapia.

I due, marito e moglie di origine romena, rispettivamente di 50 e 45 anni, sono stati infatti scoperti a rubare bancomat, carte di credito e gioielli ai pazienti appena usciti dall’Istituto Oncologico di Padova: le indagini delle forze dell’ordine sono partite grazie alla tempestiva denuncia di un anziano imprenditore modenese di 63 anni, che nel giro di pochi giorni si era accorto della sottrazione di 17mila euro dal suo bancomat.

L’uomo era stato infatti messo in allarme dalla telefonata effettuata dalla segretaria dell’azienda, che aveva notato la strana e improvvisa spesa nell’arco di pochi giorni: consapevole della malattia del capo e del ricovero in ospedale la donna aveva cercato di fare luce sulla vicenda.

È poi risultato dalle indagini che la coppia di nomadi era solita effettuare i propri colpi nelle stanze dei pazienti che stavano effettuando la chemioterapia dello Iov: i soldi sono stati spesi nell’arco di una settimana in alcuni centri commerciali di Bologna e Modena per comprare, lampade, televisori e pannolini.

Entrambi i coniugi erano già già noti alle forze dell’ordine, essendo pluripregiudicati e sottoposti all‘obbligo di firma tre volte alla settimana presso una caserma dei carabinieri di Mestre. A quanto pare i due, nei giorni in cui erano liberi, si sarebbero recati presso alcuni ospedali di Nord Italia, dove erano soliti derubare anche il personale medico.

A incastrare i due l’analisi delle registrazioni delle telecamere di sicurezza delle banche presso cui avevano effettuato i prelievi: dopo le indagini e i successivi pedinamenti è scattata dunque la denuncia, con la richiesta di un arresto immediato. Ma resta ancora da comprendere l’ampiezza della gesta criminali della coppia.