12 anni fa, il 16 giugno 2002, dopo lunghe pratiche ed accertamenti, Padre Pio veniva proclamato Santo. Destinatario, ancora in vita, di una venerazione popolare di imponenti proporzioni, Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nasce Pietrelcina, in provincia di Benevento, il 25/05/1887. Considerato l’erede spirituale di San Francesco d’Assisi, fu un sacerdote cattolico dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini.

Il 20 settembre 1918, a 31 anni, assiste alla comparsa delle prodigiose quanto discusse stigmate, che per cinquant’anni rimarranno inspiegabilmente aperte e sanguinanti. Immediatamente si aprono le indagini e il frate viene esaminato da svariati medici, i cui esiti furono spesso contrastanti. Al termine di una complessa procedura d’indagine che coinvolse medici, psichiatri e teologi, il Sant’Uffizio emana un decreto in cui si dichiara il «non constat de supernaturalitate» (non si rilevano elementi soprannaturali) circa i fatti legati alla vita di padre Pio. Il decreto viene pubblicato dall’Osservatore Romano, organo di stampa del Vaticano, il 5 luglio 1923 ed è subito ripreso dai giornali di tutto il mondo, mai fedeli continuano ad accorrere da ogni parte alla presenza del futuro santo.

La condanna definitiva arriva il 23 maggio 1931, quando il Sant’Uffizio priva padre Pio di qualunque esercizio del ministero. Ancora una volta, tuttavia, i sostenitori più fedeli non considerano il divieto di Roma vincolante e di fronte a tale devozione il 13 luglio 1933 il Sant’Uffizio comunica la fine dei provvedimenti più restrittivi nei confronti di padre Pio. La Suprema (l’organo dell’inquisizione vaticana) spiega il gesto come una grazia speciale per l’anno santo straordinario: Padre Pio può tornare a dir messa davanti ai fedeli, nella chiesa del convento.

Gli anni trascorrono e nel maggio 1947, grazie alle offerte dei fedeli che giungono da ogni parte del mondo, padre Pio può dare il via ai lavori della “Casa sollievo della sofferenza”, l’ospedale che sognava da tempo. La fama del padre cappuccino cresce a dismisura, le messe da lui presiedute divengono un evento di cui spesso si occupano i cronisti dei principali quotidiani; confessa fino a quattordici ore al giorno, tanto che viene organizzato un sistema di prenotazioni (in tutta la vita avrebbe riconciliato con Dio un milione duecentomila persone) e il mondo intero si interessa a lui, tanto che nel maggio 1956, per l’inaugurazione  della “Casa sollievo della sofferenza”, il New York Times descrive il complesso come uno «tra i più belli e moderni del mondo».

Durante la notte del 23 settembre 1968, alle ore 2.30, Padre Pio muore. Tre giorni prima, il 20 settembre 1968, esattamente cinquant’anni dopo che erano apparse sul suo corpo, le stigmate scompaiono durante la celebrazione eucaristica. Al suo funerale, il 26 settembre 1968, parteciperanno centomila persone.

Le pratiche giuridiche preliminari del processo di beatificazione hanno inizio appena un anno dopo la morte del Padre, nel 1969, ma incontrano da subito molti ostacoli. Vengono ascoltati decine di testimoni e raccolti 104 volumi di disposizioni e documenti, fino a che nel 1979 tutto il materiale è inviato a Roma al vaglio degli esperti del Papa. Il procedimento che porterà alla canonizzazione ha inizio con il nihil obstat del 29 novembre 1982. Il 21 gennaio 1990 Padre Pio venne proclamato venerabile e beatificato il 2 maggio 1999, quindi proclamato santo il 16 giugno 2002, in piazza San Pietro, al cospetto di oltre un milione di fedeli, da papa Giovanni Paolo II. La sua festa liturgica viene celebrata ogni anno il 23 settembre.

Tra i presunti segni miracolosi che gli vengono attribuiti si annoverano le stigmate, il dono della bilocazione, la profezia, la scrutazione dei cuori e delle coscienze (carisma noto come cardiognosi) e l’intenso profumo che in molti dichiarano di aver sentito emanare da tutta la sua persona, addirittura dopo la morte. Tra i molti miracoli operati, la guarigione di Consiglia De Martino, alla quale fu diagnosticato un versamento linfatico dovuto alla rottura traumatica del dotto toracico, guarita inspiegabilmente senza l’intervento di nessuna terapia medica e quella del piccolo Matteo Pio Colella, colpito da meningite fulminante, sul quale è stato celebrato il processo canonico che ha portato poi alla elevazione agli altari di San Pio.