Almeno 15 persone sarebbe rimaste uccise nell’attacco kamikaze verificatosi all’esterno di un centro di vaccinazione per la poliomielite a Quetta, città che si trova nella parte sud-ovest del Pakistan.

Secondo le autorità l’attacco potrebbe aver preso di mira proprio la polizia, dato che la maggior parte delle vittime sarebbero le guardie a difesa del centro, impegnato per il terzo giorno in una campagna di vaccinazione nella provincia di Baluchistan, di cui Quetta è la capitale.

Dodici sarebbero dunque gli agenti di polizia coinvolti nell’esplosione, mentre sarebbero stati coinvolti anche un paramilitare e due civili. Circa una decina di persone sarebbe invece rimasta ferita, di cui nove appartenente al corpo di polizia locale. Dure le parole del ministro dell’Interno del Baluchistan, Sarfaraz Bugti, che ha dichiarato di “vivere in una zona di guerra, per cui non può dire nulla al momento sulla natura dell’esplosione”.

Forti sospetti gravano sui militanti fondamentalisti islamici locali che da tempo hanno preso di mira la vaccinazione per la poliomielite, ritenuta una cospirazione occidentale atta a sterilizzare i bambini pachistani: proprio per questo motivo è stato ritenuto necessario fornire un’ampia scorta armata ai centri che si occupano di prevenzione.

L’ultimo attentato era avvenuto a novembre del 2015, quando un gruppo di assalitore aveva ucciso in una sparatoria il capo del programma di immunizzazione a Khyber Pakhtunkhwa, nel distretto di Swabi.

Insieme all’Afghanistan il Pakistan è uno dei due Paesi al mondo in cui la poliomielite ha ancora diffusione endemica. Proprio in Afghanistan un attentatore suicida si è fatto saltare in aria nei pressi del consolato pachistano della città di Jalalabad.

L’esplosione è avvenuta in seguito a una scontro a fuoco che ha visto protagonista le forze di sicurezza afgane e due assalitori che avevano preso possesso di un edificio nelle vicinanze. Almeno due ufficiali sarebbero morti insieme a due civili. L’attacco è arrivato a due giorni di distanza dal meeting tra i rappresentati di Cina, Stati Uniti, Pakistan e Afghanistan per porre fine alla lotta armata dei talebani, che si pensa essere finanziati e sostenuti proprio dal Pakistan.