Gli ambasciatori di Filippine (Domingo D.Lucenario Jr, 54 anni) e Norvegia (Leif H.Larsen, 61 anni,) sono morti oggi nello schianto di un elicottero dell’esercito pachistano. A dare la notizia è la DawnNews Tv. Nell’incidente, avvenuto nella la zona di Naltar, nella provincia settentrionale di Gilgit-Baltistan (Pakistan settentrionale), hanno perso la vita anche le mogli degli ambasciatori di Malaysia e Indonesia, oltre ai due piloti pachistani, mentre sono rimasti feriti i rappresentanti diplomatici di Polonia e Olanda. L’MI-17, schiantatosi con diciassette persone a bordo (11 stranieri e sei pakistani), era parte di un convoglio di tre velivoli che stava trasportando una delegazione di ambasciatori, diplomatici e giornalisti nel nord nel paese, per presenziare al lancio di un nuovo progetto. Il gruppo di elicotteri era diretto nel territorio di Gilgit-Baltisan, è quanto ha reso noto l’ufficio stampa militare (Ispr), precisando che il premier Nawaz Sharif, che si stava anch’esso recando all’evento sulle montagne, nella regione del Gilgit, ha annullato il viaggio e ha fatto immediato ritorno a Islamabad. Pare infatti che proprio il premier fosse l’obiettivo dell’attentato, la cui responsabilità sarebbe stata rivendicata dai talebani del Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP). In un breve messaggio il loro portavoce, Muhammad Khurassani, avrebbe rivelato che «una “forza speciale” del TTP aveva messo a punto un piano per colpire il premier Nawaz Sharif», riuscito però a scampare all’imboscata in quanto a bordo di un diverso elicottero.  «Abbiamo colpito l’elicottero con un’arma anti-aereo – ha concluso il portavoce – e i piloti e diplomatici stranieri sono stati uccisi».

Il bilancio delle vittime dell’incidente rischia però di aumentare, precisano fonti ufficiali pachistane. L’elicottero si sarebbe infatti schiantato contro una scuola colma di bambini, causando l’incendio della stessa. Dalle informazioni finora diffuse, pare che la situazione risulti particolarmente grave. I feriti, secondo il sito pakistano Dawn.com, sono stati trasferiti al Combined Military Hospital di Gilgit, capoluogo della regione di Gilgit-Baltistan.