La palazzina  vicino al teatro Olimpico interessata da diversi crolli venerdì scorso continua a destare la preoccupazione degli abitanti e delle autorità locali. Gli inquilini costretti ad abbandonare l’immobile per motivi di sicurezza temono nuovi cedimenti a causa del peso delle macerie dei tre piani crollati, non ancora rimosse per consentire il corretto svolgimento delle indagini. Un timore espresso anche dall’amministratore del condominio.

Il presidente del II Municipio di Roma Giuseppe Gerace ha rassicurato gli inquilini chiedendo alle autorità giudiziarie di accelerare le verifiche per permettere ai condomini di rientrare al più presto in possesso dell’immobile, ora sotto sequestro, e di avviare i lavori per la messa in sicurezza della palazzina.

Intanto cresce la rabbia dei condomini scampati alla morte solo grazie all’allarme lanciato da un’inquilina, insospettita dagli scricchiolii uditi nella notte, e all’intervento tempestivo dei pompieri. I soccorritori hanno evacuato le dieci famiglie che vivevano nella palazzina, un edificio risalente al 1928, giusto in tempo prima del cedimento strutturale che ha coinvolto il quinto, il sesto e il settimo piano.

Stando alle testimonianze raccolte dagli inquirenti i condomini avrebbero assistito ai crolli dalla strada. Come racconta uno dei condomini scampati al crollo:

 Al momento del crollo non ho visto nulla, c’era una grande nube, sembrava come le Torri Gemelle. Saranno state le 2 di notte, ma avevo perso la cognizione del tempo.  I vigili del fuoco stavano per rientrare per un secondo sopralluogo, per fortuna non sono rientrati.

Palazzina crollata a Roma: inquilini avevano denunciato irregolarità

La causa dei crolli potrebbero essere stati i lavori in corso in uno degli appartamenti. I locali dovevano essere trasformati in un open space. Nel corso della ristrutturazione potrebbero essere stati rimossi dei tramezzi collegati a dei muri portanti.

Un architetto che vive al quinto e al sesto piano della palazzina ha denunciato inoltre la presenza di grossi vasi di cemento colmi di erbacce al piano superiore a quello crollato che potrebbero aver causato i cedimenti. Gli inquilini avevano segnalato più volte lo stato di trascuratezza, i cattivi odori e la situazione di rischio causata dai pesanti vasi colmi di acqua e di terra.

In attesa di individuare i responsabili e di addebitargli le spese per la messa in sicurezza per ora i costi della rimozione delle macerie e dei lavori graveranno su tutti gli inquilini. I condomini, scampati alla morte e senza più una casa agibile, si ritroveranno così a sostenere anche spese straordinarie.