Era da oltre un decennio che Palermo non era più stata costretta ad adottare la misura della turnazione idrica, ma la recente siccità sembra aver reso inevitabile il provvedimento.

Dal 3 gennaio nella città verrà dunque frazionata la distribuzione delle riserve idriche, cosa che non avveniva dal 2003.

A provocare questa situazione eccezionale è la mancanza di acqua negli incavi, pieni solo al 33%: un livello del tutto inadatto a far sì che la distribuzione gestita da Amap possa avere ritmi regolari.

Già negli scorsi mesi si era cercato di porre un freno all’uso dell’acqua da parte dei cittadini palermitani riducendo l’erogazione in alcune zone, facendo passare la portata da 2700 litri al secondo a 2500.

Ora però la situazione è ancora più critica, e il sistema di turnazione si è reso necessario. Rispetto al 2003, quando l’emergenza era quotidiana e le famiglie quindi più preparate a gestire il disagio, oggi invece la penuria d’acqua è un’eccezione, e la decisione presa dal Comune potrebbe provocare molto scontento.

Il sindaco Leoluca Orlando ha illustrato il problema analizzando i tre fattori in campo: “la siccità, la riduzione della capacità della Diga Rosamarina decisa dal Servizio Nazionale Dighe per motivi di sicurezza e l’impossibilità di utilizzo dell’invaso di Scillato per i noti problemi causati alle condutture da alcune frane”.

A questo proposito Amap ha già iniziato ad avviare le procedure per la riparazione delle tubature, per un’operazione che dovrebbe costare circa 5 milioni di euro.