Doppio sfregio a Falcone. Prima è stata decapitata la sua statua, dinanzi ad un istituto scolastico allo Zen di Palermo, poi è stata bruciata un’immagine del magistrato che era posizionata davanti ai cancelli della scuola Alcide De Gasperi. A rendere nota quest’ultima notizia è stato il Comune di Palermo.

Prima era stata decapitata la statua di Falcone allo Zen

“Sono costernata da un episodio di vandalismo che, per la seconda volta, colpisce un baluardo della legalità in un quartiere estremamente sensibile della nostra città. Sono accanto agli studenti e ai cittadini del quartiere che si battono nel nome di Falcone. Non ci arrenderemo mai e la statua risorgerà più bella di prima” ha dichiarato la sorella di Giovanni Falcone. “È difficile immaginare qualcosa di più vile e squallido. Se è un avvertimento mafioso, sarebbe una prova di debolezza e non di forza” ha aggiunto il presidente del Senato Pietro Grasso.

Per Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia, bisogna reagire: “La città faccia sentire la sua ribellione e la sua vicinanza ai martiri della lotta della mafia”. “Sdegno, rabbia e rammarico. La memoria di Giovanni Falcone non potrà essere scalfita in nessun modo da alcuno” ha concluso il Ministro della Giustizia Andrea Orlando.