Ucciso questa mattina il boss mafioso Giuseppe Dainotti: l‘agguato è avvenuto in via d’Ossuna, nel quartiere Zisa di Palermo. L’uomo è stato avvicinato da due uomini che gli hanno sparato due colpi di pistola alla testa mentre percorreva la via in sella a una bicicletta.

Al momento non ci sarebbero testimoni oculari del delitto che ha visto protagonista il 57enne. A trovare il corpo un poliziotto della Squadra mobile che ha avvertito l’esplosione degli spari, nonché alcuni abitanti che hanno chiamato il 113.

Il boss era conosciuto come il vertice del mandamento di Porta Nuova. Condannato all’ergastolo per l’omicidio del comandante dei carabinieri Emanuele Basile e dei suoi uomini Bommarito e Morici, era anche stato responsabile della rapina miliardaria al Monte dei Pegni nel 1991.

Dainotti però si trovava in libertà grazie alla famigerata Legge Carotti, basata sulla sentenza della Corte Costituzionale che di fatto cancellò l’ergastolo retroattivo, ovvero la possibilità applicare la pena a vita invece che la più favorevole condanna a 30 anni.

E proprio per questo motivo, dopo la delibera della Cassazione, il boss venne liberato nel 2014 per espiazione della pena. Insieme a lui vennero rimessi in libertà anche altre personalità importanti della criminalità organizzata quali Giovanni Matranga, Francesco Mule e Giulio Di Carlo, tutti coinvolti nell’omicidio di Basile, Bommarito e Morici e condannati all’ergastolo.