Durante la notte italiana, i palestinesi hanno presentato al Consiglio di sicurezza dell’Onu una bozza di risoluzione per arrivare ad “una giusta, durevole e globale soluzione pacifica” al conflitto israelo-palestinese entro il 2017. Dopo una giornata di negoziati a porte chiuse fra i paesi arabi, la Giordania – che li rappresenta al Consiglio Onu – ha stabilito di presentare il testo “in blu” (ovvero una risoluzione pronta per essere messa ai voti entro 24 ore), ma “la bozza di risoluzione  non chiude la porta alle eventuali modifiche, che noi negozieremo con i nostri partner, tra cui Ue e Stati Uniti” ha precisato l’ambasciatore palestinese Riyad Mansour, lasciando intendere che il voto non è imminente e una larga disponibilità a negoziati per modificare il testo: “Siamo disponibili a lavorare con chi vuole lavorare con noi al Consiglio Onu in maniera positiva e costruttiva” ha infatti concluso il rappresentante palestinese all’Onu.

L’obiettivo è duplice: il riconoscimento come Stato e la pace con Israele. In esso si afferma come “entro 24 mesi dall’adozione della risoluzione deve essere trovata una soluzione pacifica, giusta e duratura che soddisfi la visione di due Stati indipendenti e democratici”. Si tratta dunque di un testo “più morbido” rispetto a quello presentato nella precedente bozza giordano-palestinese, in cui si chiedeva espressamente il ritiro delle truppe israeliane entro due anni.

Nella bozza si afferma inoltre che tale soluzione negoziata dovrà essere basata su determinati parametri: i confini del 1967, con scambi di territorio concordati ed equivalenti; accordi sulla sicurezza che rispettino la sovranità di uno Stato non militarizzato della Palestina, anche attraverso un completo e graduale ritiro delle forze israeliane che porrà fine all’occupazione, con un periodo di transizione concordato in tempi ragionevoli; Gerusalemme come capitale condivisa dei due Stati e un accordo sulla questione dei rifugiati e su altre questioni in sospeso, come quella dell’acqua. Si deve poi riconoscere che tale soluzione porrà fine a tutte le pretese di occupazione, dovrà portare ad un immediato riconoscimento reciproco e la Palestina sarà accolta a pieno titolo come membro delle Nazioni Unite. In fine, nel testo si esortano entrambe le parti ad impegnarsi seriamente e ad agire insieme per la pace, portando avanti negoziati in buona fede, evitando atti provocatori.