Arrivano  e sono sconvolgenti le rivelazioni sulla morte di Muhammad Abu Khdeir, il 17enne palestinese ucciso martedì scorso a Gerusalemme Est. Sarebbe stato bruciato vivo. Una vendetta dopo l’uccisione dei tre giovani israeliani uccisi in Cisgiordania. Lo scrive l’edizione online del Jerusalem Post, che cita l’equipe di medici israeliani che hanno eseguito l’autopsia a Tel Aviv.

Il giovane palestinese aveva ustioni sul 90 per cento del corpo e aveva inalato sostanze tossiche da combustione. Le rivelazioni web rischiano di esacerbare ulteriormente la situazione, dopo i violenti scontri delle ultime ore tra la polizia israeliana e i giovani palestinesi. Duemila persone hanno partecipato ai funerali di Muhammad Abu Khdeir. La salma del giovane è stata trasportata per le vie di Shufat, avvolta in una bandiera palestinese.

Alcuni cantavano: “Con la nostra anima, con il nostro sangue, sacrificheremo tutto per la Palestina”. I familiari di Muhammad hanno seppellito il corpo in un cimitero della zona. Lampi di guerra, ha detto qualcuno, con i raid aerei israeliani su Gaza e i lanci di Hamas contro Sderot, scene che purtroppo si sono viste anche in tante altre occasioni. Eppure, secondo la Bbc, nelle prossime ore dovrebbe essere deciso il cessate il fuoco su Gaza.

Il faticoso accordo sarebbe stato raggiunto grazie alla mediazione egiziana, Da Hamas, però, non arrivano segnali in questa direzione: i militanti palestinesi hanno infatti lanciato almeno sei razzi e sparato colpi di mortaio. Le notizie sul modo in cui è stato ucciso Muhammad non possono che peggiorare la situazione: su questo, sono tutti concordi.