UPDATE ore 20.15: il video della vittoria della contrada dell’Onda!

Si corre oggi 16 agosto il Palio di Siena, competizione fra contrade nella forma di una giostra equestre di origine medievale. La “Carriera“, come viene tradizionalmente chiamata la corsa (che prevede 3 giri della Piazza del Campo montando “a pelo”, ovvero senza sella),  si svolge normalmente due volte l’anno: il 2 luglio si corre il Palio di Luglio (in onore della Madonna di Provenzano) e il 16 agosto il Palio di Mezzo Agosto (in onore della Madonna Assunta). Solo in occasione di avvenimenti eccezionali  o di ricorrenze cittadine e nazionali rilevanti la comunità senese può decidere di effettuare un Palio straordinario tra maggio e settembre (l’ultimo si è tenuto nel 2000, per celebrare l’ingresso nel nuovo millennio).

E’ bene sapere che corrono solo 10 delle 17 Contrade, la cui partecipazione è regolata da un sorteggio che ha luogo almeno venti giorni prima di ogni Palio. Corrono di “diritto” le 7 Contrade che non hanno corso il Palio dell’anno precedente nella stessa data, mentre le altre 3 vengono sorteggiate tra le dieci che invece vi avevano partecipato.

Le 10 Contrade partecipano alla corsa del Palio con un cavallo che viene loro assegnato per estrazione a sorte da una rosa di cavalli dichiarati fisicamente idonei: l’operazione con cui vengono abbinati i cavalli alle dieci Contade che partecipano al Palio è chiamataTratta”. Al mattino del terzo giorno precedente la corsa, i proprietari presentano i cavalli all’Entrone (il cortile del Podestà del Palazzo Comunale); questi vengono visitati da una équipe veterinaria incaricata dal Comune di valutare le loro condizioni fisiche. Per verificare la loro adattabilità alla pista, i cavalli vengono raggruppati in batterie e provati per tre giri intorno alla Piazza. Terminate le batterie i Capitani, alla presenza del Sindaco, si riuniscono per scegliere i dieci soggetti ritenuti idonei, dopodiché su un palco allestito davanti al Palazzo Pubblico, si svolgono le operazioni del sorteggio: ad ogni cavallo viene abbinata una Contrada. Ad ogni assegnazione, il Barbaresco prende in consegna il cavallo avuto in sorte e lo conduce alla stalla, accompagnato dai contradaio.

Per permettere al fantino di prende dimestichezza con il cavallo si procede alle prove che cominciano dal pomeriggio del giorno della tratta e sono in genere in numero di sei: hanno luogo ogni mattina (alle ore 9 circa) e ogni pomeriggio (alle ore 19,30 circa) e costituiscono un momento di fondamentale verifica sia delle condizioni del cavallo che di quelle del fantino. Per ogni prova il cavallo è accompagnato all’Entrone dalla stalla della Contrada da un folto gruppo di contradaioli, che spesso intona i canti tradizionali. La quinta prova è detta “prova generale e al termine di essa i popoli delle dieci Contrade e i loro ospiti si riuniscono nel cuore di ogni rione, dove si svolge la grande cena propiziatoria. La sesta prova si corre infine la mattina del giorno del Palio ed è detta “provaccia” a causa dello scarso impegno che viene ai cavalli in modo da preservarli per la corsa vera e propria.

Il Giorno del Palio, prima della cosìdetta “provaccia”, nella Cappella adiacente al Palazzo Comunale viene celebrata la “messa del Fantino“, mentre alle ore 10,30, in Palazzo Comunale, alla presenza del Sindaco, si procede alla “segnatura dei fantini” che da questo momento non potranno più essere sostituiti. Intorno alle 15, presso gli oratori delle Contrade, si svolge la benedizione del cavallo; dopodiché le comparse delle Contrade e i figuranti del Comune attraversano il centro storico soffermandosi in Piazza Salimbeni, al “casino dei Nobili”, davanti a Palazzo Chigi Saracini e in Piazza del Duomo ad eseguire la sbandierata. Si riuniscono poi in Piazza del Duomo, da dove muovono in ordine per raggiungere Piazza del Campo. Il Corteo, o Passeggiata Storica, cui prendono parte oltre 600 figuranti in rappresentanza delle 17 Contrade e di istituzioni dell’antica Repubblica di Siena, entra infine nella Piazza intorno alle ore 17.

Concluso il Corteo, uno scoppio del mortaretto annuncia l’uscita dei cavalli dall’Entrone. E’ questo il momento della “Mossa”: ad ogni fantino viene consegnato un nerbo di bue con il quale potrà incitare il cavallo o ostacolare gli avversari durante la corsa, quindi ci si avvicina al punto della mossa dove sono stati tesi due canapi tra i quali saranno chiamati ad allinearsi. L’ordine di entrata è stabilito dalla sorte: all’interno di uno speciale meccanismo con un lungo collo vengono inseriti dieci barberi (palline dipinte con i colori delle Contrade); rovesciata la bottiglia i barberi si allineano casualmente lungo il suo collo dando così origine all’ordine di partenza. Le Contrade vengono quindi chiamate tra i canapi secondo l’ordine di estrazione, mentre la decima entrerà di “rincorsa” solo quanto riterrà opportuno, decidendo così il momento della mossa. A questo punto il mossiere abbasserà il canape anteriore dando inizio alla carriera.

I cavalli dovranno compiere tre giri di pista per circa 1000 metri e solo al primo arrivato è riservata la gloria della vittoria, sanzionata da tre giudici della vincita (anche il cavallo “scosso“, ossia senza fantino, può riportare la vittoria per la sua Contrada).

Finita la corsa, i festeggiamenti hanno subito inizio: i contradaioli ricevono il Palio e con quello si recano in Provenzano (per il Palio di luglio) o al Duomo (ad agosto) per cantare il Te Deum di ringraziamento. Da questo momento in poi ogni occasione sarà buona per ricordare alla città la vittoria conquistata sul Campo, fino all’autunno, quando, tra il mese di settembre e i primi giorni di ottobre, nel rione vittorioso addobbato a festa, si svolgerà lacena della vittoria” cui parteciperanno migliaia di contradaioli e, al posto d’onore, il cavallo vittorioso.

Sebbene manchi una data certa per le origini del Palio, come del resto non si hanno notizie precise sulla fondazione della città, al giugno 2013, le fonti documentali ci consentono di avere notizie di 385 palii corsi nel Campo aventi per protagoniste le Contrade attuali, delle quali esistono tracce storiche a partire dal 1400. Certo è che il Palio è antico come Siena, e la sua storia si intreccia per sempre con quella della città. Nell’età d’oro della Repubblica senese – tra l’inizio del Duecento e la metà del Trecento – il Palio era il momento solenne e conclusivo per celebrare l’Assunta nelle feste di mezz’agosto. Si trattava certo di un palio in forma diversa da quello attuale, ma già agli inizi del 1300 già si correvano palii alla lunga e al vincitore ( colui che raggiungeva l’antica Cattedrale dopo esser partito da una delle porte della città) veniva dato in premio un “pallium”, un drappellone di stoffa preziosa, che avrebbe poi dato il nome alla Festa. Il Pallium era ostentato sul carro allegorico del Comune per poi essere utilizzato per fare paliotti e arredi sacri. Nelle prime decadi del Seicento il Palio concluse il suo processo di trasferimento in Piazza del Campo e la sua trasformazione in festa popolare. La proposta di correre il Palio in Piazza venne ufficialmente al Comune l’11 luglio 1605. Nel 1656 il Palio alla tonda assunse forma strutturalmente definitiva e cadenza regolare riunendo passione di popolo e di nobili. Ad essa si aggiunse l’ultimo elemento che mancava, in una città di tanto acceso misticismo: la dedica alla Madonna. Il culto si accrebbe poi enormemente quando circolò la storia di un soldato spagnolo ubriaco che volle sparare un colpo di archibugio alla sacra immagine, ma l’archibugio scoppiò uccidendo sul colpo il sacrilego.