Le palme che contribuiranno a donare a piazza Duomo di Milano un nuovo arredo urbano, hanno fatto finalmente il loro debutto ufficiale sul celebre salotto meneghino. I lavori per sistemare il nuovo giardino della storica piazza sono ancora in corso ma le palme sono già diventate protagoniste assolute e si godono le attenzioni di cittadini e turisti, accorsi in massa a scattare foto, selfie e a girare video per immortalarle. I lavori per la sistemazione del giardino in piazza Duomo sono stati sponsorizzati dalla catena americana Starbucks, che a breve dovrebbe sbarcare nel capoluogo lombardo. La sede della prima caffetteria su suolo italico, tra l’altro, dovrebbe essere proprio nei pressi di piazza Duomo.

Tornando alle palme, incuriosisce davvero molto l’attenzione che sono riuscite a calamitare su di esse. Protagoniste a loro insaputa di un interesse forse spropositato, le piante hanno fatto comparsa a decine su piazza Duomo, creando un insolito scenario a cui i cittadini di Milano non erano certamente abituati. E infatti molti avrebbero già espresso la propria perplessità in merito. I commenti migliori, neppure a dirlo, quelli che si sono letti sui social. Non a caso, su Twitter, l’hashtag #palme ha davvero spopolato.

C’è chi le ritiene esteticamente brutte se piazzate davanti al Duomo (ma c’è da dire che i lavori non sono ancora terminati e che le palme, al momento, non sono ancora state sistemate al meglio), c’è chi ha iniziato a paragonare piazza Duomo a Miami o a Beverly Hills (luoghi a cui in genere si associano le palme) e c’è ancora qualcuno che fa battute forse fuori luogo e afferma “mancano i cammelli e poi gli immigrati si sentiranno ancora di più a casa loro”. Tra questi il leader della Lega Nord Matteo Salvini, che a giudicare da questo tweet non pare aver gradito affatto l’operazione.

Noi di Leonardo.it, questa mattina, ci siamo recati in piazza Duomo per scattare qualche foto alle palme. L’interesse delle persone c’è ed evidente. Per giudicare il nuovo giardino bisognerà però aspettare il termine dei lavori. E magari anche i milanesi si abitueranno alla novità.