I siti di Ebla e Palmira tornano a vivere grazie alla mostra “Rinascere dalle distruzioni”, visitabile presso il Colosseo dal 7 ottobre all’11 dicembre 2016. Patrocinata dall’Unesco, l’esposizione presenterà sofisticate riproduzioni in scala 1:1 del Toro di Nimrud, dell’Archivio di Stato di Ebla e del Tempio di Bel a Palmira, capolavori distrutti nel 2015 dai miliziani dell’Isis.

La mostra è frutto di due anni di lavoro, durante i quali alcune aziende italiane si sono avvalse delle più moderne tecnologie (modelli e tecniche di costruzione digitale, stampanti 3D e robot) con l’obiettivo di restituire un’accurata riproduzione di un patrimonio ormai andato perduto.

Il progetto, nato grazie all’impegno dell’associazione Incontro di Civiltà, guidata da Francesco Rutelli e del Comitato Scientifico presieduto dall’archeologo Paolo Matthiae, è stato realizzato grazie al sostegno della fondazione Terzo pilastro, presieduta da Emmanuele Emanuele, che ha specificato: “La missione che noi abbiamo è di ricostruire realmente quei luoghi distrutti. Non mi fermerò alla ricostruzione simbolica“.

Sarà “qualcosa che non avete mai visto – ha spiegato Rutelli -. La ricostruzione di manufatti colpiti da un’ondata tragica di iconoclastia. Pensavamo che questo processo fosse irreversibile“, invece, grazie a questa rivoluzionaria esposizione, sarà possibile dimostrare “la fattibilità delle ricostruzioni sulla base di disegni e analisi, preparare il terreno alle ricostruzionicontinua Rutelli -. E’ una mostra di comunicazione e un test tecnico-scientifico. Noi non ci rassegniamo e quando sarà il momento di ricostruire non si dovrà cominciare da zero“.

Noi vogliamo essere tra i costruttori e i ricostruttori che non accettano la vittoria dei distruttori di una cultura che appartiene all’umanità intera oltre ai popoli che ne vengono privati dalla violenza e dal terrorismo” ha quindi dichiarato il Presidente dell’Associazione Incontro di Civiltà, rispondendo a chi lo accusa di occuparsi più delle pietre che delle persone che “non si può pensare di occuparsi delle persone senza occuparsi della loro cultura. Escludere dalla condizione di gravità di ciò che sta accadendo la circolazione di un patrimonio inestimabile sarebbe un errore grave”.

In tal senso, il Colosseo, che ospiterà l’esposizione a partire dal 7 ottobre, diviene un luogo altamente simbolico: “il Colosseo era ed è una delle meraviglie del mondo. Accogliere la testimonianza che le meraviglie devono continuare a vivere è il messaggio forte di questa mostra. “Non abbiamo nessuna arroganza. Non vogliamo imporre nessun pensiero dominante se non quello dell’universalità della cultura“, ha quindi concluso Rutelli.

L’accuratezza delle ricostruzioni e le sue delicate fasi, l’ausilio delle più moderne tecnologie, lo studio scrupoloso di disegni e fotografie e infine la storia dei tre siti riportati alla vita, saranno documentati in uno speciale prodotto da Ballandi, in onda in Italia a gennaio, quindi distribuito in tutto il mondo da Sky Arte.