Emergono dettagli inquietanti dall’autopsia effettuata sul corpo di Pamela, la giovane trovata a pezzi all’interno di due trolley. Stando alle prime notizie trapelate, la vittima sarebbe stata assassinata da un gruppo di persone con due coltellate al fegato e un colpo alla testa. Colpi che sarebbero stati fatali. Poi il cadavere è stato smembrato in modo scientifico, quasi seguendo un rituale, fino poi ad occultarlo all’interno di di due valigie. “In questa vicenda molte cose non tornano. La dissezione è stata fatta da una persona esperta, la pulizia della casa e del corpo è molto accurata. Perché allora lasciare a vista il trolley con il resto del corpo? Perché non gettarli sotto un ponte?” si è chiesto l’avvocato Gianfranco Borgani, che difende uno dei tre nigeriani fermati per l’omicidio di Pamela, al quotidiano “Il Messaggero”.

Secondo il legale, dunque, potremmo essere “di fronte a una sorta di rito”: “Dietro c’è qualcuno il cui nome non è ancora emerso, una persona pericolosa per gli indagati, magari hanno paura anche di ritorsioni verso i parenti in Nigeria e per questo non parlano” ha detto. La Nigeria, infatti, è un Paese molto pericoloso in cui sono praticati rapimenti e delitti per vendere organi e parti di arti.