Nella giornata di ieri l’ICIJ – ovvero l’International Consortium of Investigative Journalists che si è occupato del caso – ha pubblicato un database con tanto di motore di ricerca interno contenente i dati di oltre 200mila compagnie offshore coinvolte nello scandalo del leak di informazioni bancarie riservate conosciuto come Panama papers.

Si tratta della più grande divulgazioni di dati sensibili – quando possibile sono citati anche i nomi delle persone fisiche – riguardanti l’opera sistema di evasione fiscale attraverso investimenti offshore supportati dall’agenzia Mossack Fonseca.

Parte degli undici milioni di file (per un totale di 2.6 terabytes) sono così a disposizione di chiunque voglia lanciarsi in un’indagine attraverso direttori di società, agenzie di mediazione e azionisti: si tratta forse di una risposta diretta alle critiche ricevute dall’ICIJ, accusata di aver tenuto nascoste parte delle informazioni ricevute e di aver divulgato convenientemente solo una parte (nello specifico si sottolineava l’assenza di società statunitensi e un accanimento contro molti nomi gravitanti intorno al governo della Russia).

Giova comunque ricordare che la presenza di una compagnia o di un nominativo all’interno del database dei Panama papers non significa immediatamente che questi siano coinvolti in affari illegali, essendo possibile effettuare investimenti nello stato centroamericano in modo del tutto lecito.

In ogni caso i nuovi dati forniti dal consorzio giornalistico non rappresentano che una frazione dell’intero leak dei Panama papers: è stato infatti spiegato che non verranno resi pubblici documenti grezzi non ancora studiati né informazioni personali.

Il motore di ricerca realizzato per estrapolare dati dal database è basato su Nuix, una società australiana che ha realizzato una tecnologia in grado di analizzare e indicizzare dati non opportunamente strutturati. Senza un programma del genere sin dal principio l’opera dei giornalisti di ICIJ e di SüddeutscheZeitung sarebbe stata del tutto vana, vista la mole di materiale messa a disposizione dal whistleblower che ha fornito i dati ai reporter (e che nei giorni scorsi ha chiesto nuove misure di protezione).