È un autentico vaso di Pandora dalle proporzioni smisurati quello scoperchiato dalla pubblicazione dei cosiddetti Panama papers. Gli oltre 2,5 terabyte di file segreti, che riguardano un periodo compreso tra gli anni ’70 e i giorni nostri, hanno messo in luce le presunte operazione illegali dello studio Mossack Fonseca, grazie al quale personaggi di tutto il mondo sarebbero riusciti a evadere le tasse e riciclare miliardi di dollari.

Come comprensibile a poche ora dalla prima notizia sono scattate le reazioni riguardanti le personalità coinvolte in quello che può ben essere definito come uno scandalo senza precedenti. Tra i file pubblicati dal consorzio giornalistico Icij compaiono infatti nomi come quelli di amici e conoscenti di Vladimir Putin, il presidente ucraino Petro Poroshenko, quello argentino Mauricio Macri, il premier islandese Sigmundur Gunnlaugsson e il monarca dell’Arabia Saudita Salman e il presidente della Camera brasiliana Eduardo Cunha.

Sono per ora stati svelati nomi importanti e noti al grande pubblico come quelli di campioni sportivi quali Michel Platini, Leo Messi (che ha dichiarato di voler denunciare l’Icij), l’attore Jackie Chan e il regista spagnolo Pedro Almodovar insieme al fratello Agustin.

Tra gli italiani che sarebbero interessati dalle rivelazioni spicca il nome Luca di Montezemolo, insieme a un altro migliaio tra imprenditori, vip e professionisti, per non parlare di risparmiatori privi di notorietà pubblica. Tra i personaggi più in vista si segnalano invece il pilota Jarno Trulli, mentre invece riguardo agli istituti di credito risalta con forza la presenza di Unicredit e Ubi.

Il governo di Panama nel frattempo ha fatto sapere che si metterà a disposizioni delle autorità deputate a sbrogliare il caso dei Panama papers: il presidente Juan Carlos Varela ha infatti ricordato come nei due anni trascorsi in carica abbia dato varie prove di trasparenza. In una nota diffusa ufficialmente si legge che “il governo porta avanti una politica di tolleranza zero riguardo a ogni aspetto del sistema legale o finanziario che non presenti alti livelli di trasparenza. Si coopererà con decisione su ogni richiesta o assistenza che sarà ritenuta necessaria nel caso in cui si arrivasse a un procedimento giudiziario”.

Resta ancora da comprendere se e quali reati possano venire a configurarsi, ma la reazione più dura è per ora arrivata dal Cremlino, che ha definito l’intera rivelazione giornalistica come un attacco diretto alla stabilità del Paese e alla persona di Putin, anche per bilanciare agli occhi dell’opinione pubblica il successo nella lotta all’Isis in Siria.