I Panama Papers sono milioni di documenti che denunciano gli spostamenti verso i paradisi fiscali di una gigantesca massa di denaro, tra il 1977 ed il 2015, operati da studi legali internazionali e banche per conto di vip, potenti e criminali. I documenti – si parla di 2,6 terabyte di dati – proverrebbero dallo studio legale Mossack Fonseca – ha sedi a Miami, Hong Kong, Zurigo e altre 35 località – e sarebbero arrivati al giornale tedesco Suddeutsche Zeitung che li avrebbe poi condivisi con l’International consortium of investigative journalists, un pool di 107 giornali di oltre 70 paesi che comprende tra gli altri la Bbc, il Guardian, Le Monde, Asahi Shimbun – e per l’Italia l‘Espresso.

La lista dei beneficiari di queste operazioni è piuttosto lunga: si va dal re del Marocco – Mohamed VI – e dell’Arabia Saudita – Salman bin Abdulaziz Al Saud – al presidente russo Vladimir Putin – Sergei Roldugin, un musicista che viene considerato fra i migliori amici del presidente russo, sarebbe stato il terminale (almeno nominale) di un movimento di due miliardi di dollari partiti da Bank Rossya -, I figli del primo ministro del Pakistan, Nawaz Sharif - che hanno acquistato dei palazzi a Londra intestati a società offshore -, il presidente argentino Mauricio Macri o i familiari del leader cinese Xi Jinping. Tra i vip ci sono invece i nomi – tra gli altri – del pallone d’oro Leo Messi - ha creato la Mega Star Enterprises Inc., un nome che si aggiunge alla lista di scatole offshore di Messi, già finito nel mirino del Fisco spagnolo -, all’attore Jackie Chan ed al regista Pedro Almodovar.

Tra i Panama Papers ci sarebbero anche riferimenti a 33 sigle o individui inseriti nella lista nera degli Usa perché legati ai signori della droga messicani, ad organizzazioni considerate terroristiche come gli Hezbollah sciiti libanesi o a Stati come Corea del Nord o Iran. L’inchiesta ha già prodotto dei risultati perché ha rivelato che il premier islandese Sigmundur David Gunnlaugsson è risultato proprietario di una società delle British Virgin islands, di cui ha girato poi la proprietà alla moglie per un dollaro, il cui patrimonio era costituito in larga parte da obbligazioni delle banche islandesi fallite in seguito alla crisi finanziaria del 2008. Gunnlaugsson era quindi creditore di quegli istituti di credito di cui ha negoziato il salvataggio in qualità di primo ministro.

Quanti sono gli italiani coinvolti? Secondo l’Espresso sarebbero “circa un migliaio“. Ci sarebbero “imprenditori, professionisti, volti noti dello spettacolo, ma anche moltissimi personaggi sconosciuti“. Il nome più conosciuto che è trapelato finora è quello dell’ex capo di Ferrari e oggi presidente di Alitalia Luca Cordero di Montezemolo:  i documenti analizzati indicano che sia stato procuratore della società offshore Lenville di Panama.

Fonte: L’Espresso