Papa Francesco non ha dubbi: l’aborto va condannato senza mezzi termini. Queste le sue parole nel corso dell’udienza generale:

Vi domando: è giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema? È come affittare un sicario. Un approccio contraddittorio consente la soppressione della vita nel grembo materno in nome della salvaguardia di altri diritti. Ma come può essere terapeutico o civile un atto che sopprime una vita innocente nel suo sbocciare?

Secondo il Santo Padre, infatti, “la violenza e il rifiuto della vita nascono in fondo dalla paura”:

L’accoglienza dell’altro, infatti, è una sfida all’individualismo. Pensiamo, ad esempio, a quando si scopre che una vita nascente è portatrice di disabilità, anche grave. I genitori, in questi casi drammatici, hanno bisogno di vera vicinanza, di vera solidarietà, per affrontare la realtà superando le comprensibili paure. Invece spesso ricevono frettolosi consigli di interrompere la gravidanza. È un modo di dire ‘interrompere la gravidanza’, perché in realtà significa fare fuori qualcuno.

Infine parla dei bimbi malati:

Un bimbo malato è come ogni bisognoso della terra, come un anziano che necessita di assistenza, come tanti poveri che stentano a tirare avanti: colui o colei che si presenta come un problema è in realtà un dono di Dio che può tirarmi fuori dall’egocentrismo e farmi crescere nell’amore.