Malato di leucemia o Papa Nero dei massoni? Sia l’ipotesi più accreditata che la più astrusa sulle dimissioni del pontefice, fanno parte, entrambe, di quell’alone di luce cupa che ha avvolto Benedetto XVI (foto by InfoPhoto) fin dall’iniziò del suo mandato. Complici, forse, il suo italiano con quell’accento duro, spigoloso, che ricorda i generali nazisti cinematografici; il suo amore, quasi un’ossessione, per l’assoluto rigore ecclesiastico, pare volesse reintrodurre la messa in latino; le sue invettive contro tutto ciò che non rientra nei canoni della moralità tradizionale. Oppure è stata tutta colpa di quelle maniche nere che spuntavano dalla tonaca il giorno dell’elezione allo scranno di San Pietro?

Joseph Ratzinger, classe 1927, aderì alla Gioventù Hitleriana, i balilla tedeschi, nel 1941, a 14 anni, quando era studente. Secondo alcuni studiosi, il piccolo Joseph fu costretto dalle autorità naziste a iscriversi. Anzi, alcuni documenti attestano che accanto al suo nome venne annotata la dicitura zwangs-Hitlerjunge, membro forzato.

Legata a doppio filo con questa vicenda, la sortita del pontefice, ad Auschwitz, nel 2006, da molti giudicata sibillina: “figlio di quel popolo sul quale un gruppo di criminali raggiunse il potere mediante promesse bugiarde [...] cosicché il nostro popolo poté essere usato e abusato come strumento della loro smania di distruzione e di dominio”. In tanti, soprattutto eminenti personalità del mondo ebraico, hanno interpretato la frase come uno sdoganamento del popolo tedesco nei confronti del nazismo, una specie di pacificazione e deresponsabilizzazione davanti all’orrore della follia hitleriana.

Papa Ratzinger, molto probabilmente, sarà ricordato come uno dei papi più omofobi della storia della Chiesa. Il suo livore nei confronti del mondo Lgbt è ben sintetizzato nel considerare i matrimoni gay come “un’offesa contro la verità della persona umana” “una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”. Mentre, il matrimonio eterosessuale è l’unico luogo in cui è possibile concepire un essere umano ma il resto, ovvero la fecondazione assistita, le cellule staminali, infrange “la barriera posta a tutela della dignità umana“. La convivenza, invece, è l’espressione di una “mentalità sclerotizzata”, che riduce l’amore a “emozione sentimentale e a soddisfazione di pulsioni istintive, senza impegnarsi a costruire legami duraturi di appartenenza reciproca e senza apertura alla vita”. Matrimoni gay, coppie di fatto, convivenze, tutto contribuisce alla “crescente disgregazione” della famiglia in senso tradizionale.

L’aborto e l’eutanasia sono “leggi e misure governative che attentano contro la dignità umana” e vanno combattute con “l’uso del principio dell’obiezione di coscienza”.

Nel 1941 nasce la Legione di Cristo, per volere di padre Marcial Maciel Degollado. Alberto Athié Gallo, ex sacerdote delle congregazione, sostiene di aver scritto, nel 1998, all’allora capo della Congregazione per la Dottrina della Fede, Joseph Ratzinger, una lettera in cui denunciava gli abusi sessuali di Degollado“Sfortunatamente, il caso di Marcial Maciel non può essere aperto, perché parliamo di una persona molto amata da Giovanni Paolo II che ha fatto molto bene alla Chiesa. Spiacente, non è possibile”, sarebbe stata la risposta di Ratzinger che, una volta salito al soglio pontificio, non si sarebbe, nemmeno, preso la briga di controllare quei 212 documenti e leggere quelle 600 pagine che contengono tutti i crimini di Degollado e che, secondo le sue vittime, giacciono in Vaticano.

Impunità, anche, per padre Lawrence C. Murphy, che avrebbe abusato dei suoi piccoli parrocchiani dal 1950 al 1974. Quando Ratzinger, in veste di cardinale, ricevette 2 missive dal vescovo di Milwaukee, che denunciavano il sacerdote, avrebbe fatto orecchio da mercante. Correva l’anno 1996. Con lo spettro di un processo, per quanto segreto, istruito e poi bloccato dal cardinale Tarcisio Bertone, Murphy confessò a Ratzinger i suoi crimini ma chiese l’assoluzione, che ottenne, perché malato e pentito. È, in fondo, era pulito da più di 20 anni. Morì nel 1998.

L‘aids “non si può superare con la distribuzione di preservativi che, anzi, aumentano i problemi“. Non bastano nemmeno i soldi per le medicine. L’unica ricetta è un “rinnovo spirituale e umano“, anche all’interno della chiesa cattolica africana, attraverso la “purificazione dei cuori” “delle strutture”.

Infine, immancabile, l’ipotesi di papa Ratzinger massone. Un profluvio di siti si esibisce in elucubrazioni al limite del paranormale. Benedetto XVI un illuminato di Baviera? Ha sdoganato la massoneria, con un discorso, alla Scala di Milano, popolato da “eresie relativiste”? O è, semplicemente, il papa Nero che deve rientrare nei ranghi?