All’Angelus di Ferragosto Papa Francesco ha pronunciato un discorso inedito e toccante che ha visto protagoniste le donne. Il pontefice nel giorno dell’Assunzione si è rivolto a tutte le donne vittime della violenza maschile, sia in ambito familiare che extrafamiliare. Vittime di mariti, padri padroni, ma anche di estranei senza scrupoli che le costringono alla vergognosa tratta delle schiave. Il pontefice ha preso spunto dall’incontro che si è tenuto il 12 agosto scorso con le donne liberate dal racket della prostituzione e ospitate oggi presso la struttura di don Benzi.

Papa: chiedo perdono per gli uomini che vi hanno ferito

Dalle donne stuprate alle bambine schiave, Papa Francesco ha rivolto un pensiero a tutte le vittime di violenza:

Pensiamo alle donne sopraffatte dal peso della vita e dal dramma della violenza, alle donne schiave della prepotenza dei potenti, alle bambine costrette a lavori disumani, alle donne obbligate ad arrendersi nel corpo e nello spirito alla cupidigia degli uomini. Possa giungere quanto prima per loro l’inizio di una vita di pace, di giustizia, di amore, in attesa del giorno in cui finalmente si sentiranno afferrate da mani che non le umiliano, ma con tenerezza le sollevano e le conducono sulla strada della vita, fino al cielo.

Il Papa è tornato a parlare della lotta al terrorismo, a poche ore dall’annuncio di Boko Haram che si è detto disponibile a rilasciare decine di giovani prigioniere in cambio della liberazione dei terroristi attualmente in carcere nell’Africa Centrale:

Alla Regina della pace, che contempliamo oggi nella gloria celeste, vorrei affidare ancora una volta le ansie e i dolori delle popolazioni che in tante parti del mondo sono vittime innocenti di persistenti conflitti che da tempo vengono perpetuati nel silenzio vergognoso, senza nemmeno destare la nostra attenzione perché fanno parte di quei popoli che non hanno la possibilità di attirare l’opinione pubblica mondiale. Penso agli abitanti del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo, recentemente colpiti da nuovi massacri.