Papa Francesco è atterrato a Washington alle 16 ora locale – da noi erano le 22. Ad accoglierlo ha trovato il presidente Usa Barack Obama con la moglie Michelle, le due figlie, Malia e Sasha – questa volta c’era pure la suocera Marian Robinson. Bagno di folla lungo il viaggio verso l’ambasciata della Santa Sede, dove è giunto a bordo di una 500L fatta su misura per il Pontefice. Sull’aereo partito da Santiago di Cuba – era la prima volta negli ultimi cinquant’anni che un capo di stato è arrivato sul suolo statunitense direttamente da Cuba – il Pontefice ha anche risposto a chi critica le sue posizioni.

A chi afferma che lui non sia cattolico risponde ironico che “se è necessario che io reciti il Credo, sono disposto a farlo“, e comunque “non ho detto una cosa in più rispetto a ciò che c’è nella Dottrina sociale della Chiesa“. Per quanto riguarda il mancato incontro con i dissidenti cubani ha spiegato invece che non ha notizie di arresti. A Cuba “era chiaro che io non avrei avuto udienze, non solo con i dissidenti, ma anche con altri, compresi alcuni capi di Stato. Ero in visita in un Paese, non era prevista alcuna udienza. Dalla nunziatura sono state fatte delle telefonate ad alcune persone che sono in questo gruppo di dissidenti, per dire loro che al momento del mio arrivo alla cattedrale, con piacere le avrei salutate. Nessuno però si è identificato come dissidente nel saluto, non lo so se c’erano o non c’erano, ho salutato tutti quelli che erano lì. Se li incontrassi, non so quello che direi, perché direi quello che mi viene al momento“.

La chiesa cubana ha lavoro su una serie di liste di prigionieri a cui concedere l’indulto, e a più di tremila detenuti è stata fatta questa concessione. C’è la possibilità che vengano fatti indulti generali una volta ogni 1-2 anni. Per quanto riguarda invece un possibile pentimento di Fidel Castro, Papa Francesco ha detto che “Il pentimento è una cosa molto intima, una cosa di coscienza. Per quanto riguarda il passato abbiamo parlato del collegio dei gesuiti e di come lo facevano lavorare“.