È stata appena pubblicata “Amoris Leatitia”, l’esortazione apostolica firmata lo scorso 19 marzo al termine del sinodo. Nel testo, Papa Francesco affronta varie questioni delicate, come le unioni civili e l’omosessualità e inoltre concede un’apertura alla comunione per i divorziati risposati.

È proprio quest’ultimo uno dei temi destinati a far più discutere il mondo della Chiesa. Papa Francesco all’interno di “Amoris Leatitia” sostiene che le persone divorziate che poi si sono risposate: “devono essere più integrate nelle comunità cristiane” e aggiunge inoltre che “forme di esclusione” nei loro riguardi “possono essere superate. […] In certi casi ci potrebbe essere anche l’aiuto dei sacramenti”.

Sullo stesso tema, Papa Francesco ha poi detto: “Ai divorziati che vivono una nuova unione è importante far sentire che sono parte della Chiesa, che non sono scomunicati. Nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo”.

Riguardo a un altro tema controverso all’interno della Chiesa, quello dell’omosessualità, il Papa ha detto che una persona gay “va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza”.

Papa Francesco ha tenuto comunque a sottolineare la differenza tra unioni civili e matrimonio: “Non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia”. [...] Nessuno può pensare che indebolire la famiglia come società naturale fondata sul matrimonio sia qualcosa che giova alla società. Accade il contrario: pregiudica la maturazione delle persone, la cura dei valori comunitari e lo sviluppo etico delle città e dei villaggi. Le unioni di fatto o tra persone dello stesso sesso, per esempio, non si possono equiparare semplicisticamente al matrimonio. Nessuna unione precaria o chiusa alla trasmissione della vita ci assicura il futuro della società”.

Il Papa ha poi affermato che la Chiesa: “conforma il suo atteggiamento al Signore Gesù che in un amore senza confini si è offerto per ogni persona senza eccezioni. Con i Padri sinodali ho preso in considerazione la situazione delle famiglie che vivono l’esperienza di avere al loro interno persone con tendenza omosessuale, esperienza non facile, né per i genitori né per i figli. Nei riguardi delle famiglie si tratta invece di assicurare un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita”.