Nel corso della sua visita nello stato messicano del Chiapas Papa Francesco ha commosso i tanti fedeli accorsi a salutarlo. Il Pontefice è infatti sceso dall’altare per avvicinarsi alle transenne e andare a benedire un bambino disabile che aveva intravisto dall’alto tra la folla. Papa Francesco, attorniato dai fotografi, si è fatto accompagnare vicino al bambino sulla sedia a rotelle, chiedendo agli uomini del suo staff di portarlo oltre le transenne. Papa Francesco si è intrattenuto un minuto con il bambino, continuando a sorridergli mentre la folla di fedeli lo acclamava e applaudiva.

Un gesto che ha confermato la volontà del Papa di rimanere vicino alle persone che soffrono, spesso emarginate e dimenticate dalla società. Nel corso dell’omelia Bergoglio ha voluto chiedere scusa a tutti gli esclusi ingiustamente, rivolgendosi in particolare alle popolazioni indigene:

Molte volte, in modo sistematico e strutturale, i vostri popoli sono stati incompresi ed esclusi dalla società. Alcuni hanno considerato inferiori i loro valori, la loro cultura e le loro tradizioni. Altri, ammaliati dal potere, dal denaro e dalle leggi del mercato, lo hanno spogliato delle loro terre o hanno realizzato opere che le inquinavano. Che tristezza!

Quanto farebbe bene a tutti noi fare un esame di coscienza e imparare a dire: perdono! Il mondo di oggi, spogliato dalla cultura dello scarto, ha bisogno di voi.

Il Papa ha testimoniato la sua vicinanza agli indios, pranzando con alcuni di loro. Il Pontefice ha voluto ricordare che nella Bibbia viene invocata una terra promessa dove tutti i popoli si amano come fratelli, sono solidali, giusti e pacifici.

Nel corso della sua visita in Messico Papa Francesco ha espresso una dura condanna contro i narcotrafficanti, invitando i preti, i seminaristi e tutti i religiosi a non rassegnarsi di fronte al male e a combattere per una società meno violenta e più giusta:

Guai a noi se non siamo testimoni di quello che abbiamo visto e udito, guai a noi.