Nell’ultimo giorno del suo dodicesimo viaggio apostolico Papa Francesco ha incontrato prima i detenuti del penitenziario di Cereso a Ciudad Juarez e ha poi celebrato messa nell’area fieristica della città a ridosso del muro costruito sulla frontiera che divide Messico e Stati Uniti. Non è la prima volta che il pontefice visita un carcere. Lo ha già fatto durante le sue visite pastorali a Castrovillari, Isernia, Napoli, Rebibbia – in quell’occasione aveva anche lavato i piedi a 12 detenuti -, e all’istituto minorile di Casal del Marmo.

Papa Francesco ha voluto anche che, durante l’Anno Santo, i carcerati possano ottenere l’indulgenza nelle cappelle dei loro penitenziari. La sua visita al penitenziario di Cereso è stata un’altra occasione per lanciare messaggi forti: “A volte potrebbe sembrare che le carceri si propongano di mettere le persone in condizione di continuare a commettere delitti, più che a promuovere processi di riabilitazione che permettano di far fronte ai problemi sociali, psicologici e familiari che hanno portato una persona a un determinato atteggiamento“. E ancora “Celebrare il Giubileo della misericordia con voi è ricordare il cammino urgente che dobbiamo intraprendere per rompere i giri viziosi della violenza e della delinquenza. Già abbiamo perso diversi decenni pensando e credendo che tutto si risolve isolando, separando, incarcerando, togliendosi i problemi di torno, credendo che questi mezzi risolvano veramente i problemi“.

Anche la scelta del luogo dove tenere la sua ultima messa in territorio messicano non è casuale. Il palco della messa nell’area fieristica della città si trova a 80 metri dalla frontiera che divide il Messico dagli Stati Uniti. Un confine su cui sorge il muro più lungo al mondo: ha un’altezza che va dai 4 ai 30 metri ed è stato eretto a partire dal 1994. I suoi primi piloni spuntano nell’oceano e divide la città di San Diego da Tijuana, e nel tempo dovrebbe arrivare a coprire tutto il confine tra i due paesi – 3.140 chilometri. Si prevede che dal lato statunitense ci siano decine di migliaia di persone, mentre a Ciudad Juarez dovrebbero essercene oltre 200.000.

Nella sua visita pastorale in Messico ci sono stati dei fuori programma. Come quando papa Francesco è sceso dall’altare per benedire un disabile. Nel video che trovate in fondo al post invece si vede un piccolo contrattempo. Mentre il pontefice saluta la folla a Morelia, un fedele lo tira con troppa foga, tanto da fargli perdere l’equilibrio – e Bergoglio ha rischiato anche di cadere addosso ad un bambino in sedia a rotelle. Quando è riuscito a riprendere l’equilibri con l’aiuto delle guardie del corpo che lo circondavano il pontefice ha redarguito l’uomo con una certa durezza, dicendogli di “Non essere egoista. Non essere egoista“.