Proprio mentre nelle librerie è arrivato “Via Crucis”, il discusso libro di Gianluigi Nuzzi, Papa Francesco ha voluto esprimere la sua opinione sulle polemiche che hanno coinvolto il Vaticano negli ultimi giorni. Bergoglio si è sfogato, esprimendo la sua opinione su quali devono essere i compiti delle figure religiose nella Chiesa di oggi.

In un’intervista concessa al giornale di strada olandese Straatnieuws, Papa Francesco ha rilasciato alcune dichiarazioni destinate a far discutere e ad allargare ulteriormente la discussione sulla Chiesa.

Sulla questione economica e su come la Chiesa debba affrontare la questione morale per rimanere indipendente dalla politica, Papa Francesco ha dichiarato: “La Chiesa deve parlare con la verità e anche con la testimonianza: la testimonianza della povertà. Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone: questo non si può fare. Questa è la prima tentazione. L’altra tentazione è di fare accordi con i governi. Si possono fare accordi, ma devono essere accordi chiari, accordi trasparenti. Per esempio: noi gestiamo questo palazzo, ma i conti sono tutti controllati, per evitare la corruzione”.

Papa Francesco ha inoltre parlato di come sia stato definito a livello politico: “Mi hanno dato del comunista, ma applico solo la dottrina sociale della Chiesa: parlare e agire in favore dei diseredati, dei perseguitati e dei senzatetto lo sento come un dovere morale dentro di me. Vorrei un mondo senza poveri. Noi dovremmo lottare per questo, sempre. Ma io sono un credente e so che il peccato è sempre dentro di noi. E l’avidità c’è sempre, la mancanza di solidarietà, è l’egoismo che crea i poveri. È difficile immaginare un mondo senza poveri. Perché c’è sempre la tentazione della corruzione nella vita pubblica. Sia politica, sia religiosa”.

Quanto alla delicata questione dei beni che appartengono alla Chiesa, Papa Francesco ha affermato: “Mi chiedono perchè non vendo i tesori della Chiesa, ma sono i tesori dell’umanità. Per esempio, se io domani dico che la Pietà di Michelangelo venga messa all’asta, non si può fare, perché non è proprietà della Chiesa. Sta in una chiesa, ma è dell’umanità. Questo vale per tutti i tesori della Chiesa. Ma abbiamo cominciato a vendere dei regali e altre cose che mi vengono date. E i proventi della vendita vanno a monsignore Krajewski, che è il mio elemosiniere. E poi c’è la lotteria. C’erano delle macchine che sono tutte vendute o date via con una lotteria e il ricavato è usato per i poveri. Ma ci sono cose che si possono vendere e queste si vendono». E ancora: «I beni immobili della Chiesa sono molti, ma li usiamo per mantenere le strutture della Chiesa e per mantenere tante opere che si fanno nei Paesi bisognosi: ospedali, scuole. Ieri, per esempio, ho chiesto di inviare in Congo 50.000 euro per costruire tre scuole in paesi poveri, l’educazione è una cosa importante per i bambini”.