“Trovandomi qui, in questo luogo, trovo da dire soltanto: la guerra è una follia. La guerra distrugge. Distrugge anche ciò che Dio ha creato di più bello: l’essere umano. La guerra stravolge tutto, anche il legame tra fratelli. La guerra è folle, il suo piano di sviluppo è la distruzione: volersi sviluppare mediante la distruzione!”, queste le parole di Papa Francesco durante un passaggio dell’omelia nella messa celebrata nel Sacrario di Redipuglia, in Friuli Venezia Giulia, in occasione del centenario dell’inizio della Prima Guerra Mondiale.

Le dure parole del Pontefice contro la guerra nel cimitero austroungarico di Fogliano e nel Sacrario italiano di Redipuglia, in provincia di Gorizia (luogo che custodisce le salme di 100.187 caduti della Prima Guerra Mondiale) non si sono fermate qui, infatti ha attaccato chi trae guadagno da queste azioni, “Anche oggi le vittime sono tante. (foto by infoPhoto) Ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere. Gli affaristi della guerra, il loro cuore corrotto ha perso la capacità di piangere. E questi pianificatori del terrore, questi organizzatori dello scontro, come pure gli imprenditori delle armi, hanno scritto nel cuore: ‘A me che importa?’. Bisogna fermarsi. È proprio dei saggi riconoscere gli errori, provarne dolore, pentirsi, chiedere perdono e piangere. Con quel ‘A me che importa?’ che hanno nel cuore gli affaristi della guerra, forse guadagnano tanto, ma il loro cuore corrotto ha perso la capacità di piangere. Quel ‘A me che importa?’ impedisce di piangere. Caino non ha pianto. L’ombra di Caino ci ricopre oggi qui, in questo cimitero. Si vede qui. Si vede nella storia che va dal 1914 fino ai nostri giorni. E si vede anche nei nostri giorni”.

Infine l’appello di Papa Francesco: “Con cuore di figlio, di fratello, di padre, chiedo a tutti voi e per tutti noi la conversione del cuore: passare da quel ‘A me che importa?’, al pianto. Per tutti i caduti della ‘inutile strage’, per tutte le vittime della follia della guerra, in ogni tempo. L’umanità ha bisogno di piangere, e questa è l’ora del pianto.”