È un Papa Francesco che parla molto liberamente quello che emerge dalla trascrizione dell’incontro che il Pontefice ha avuto con i superiori degli ordini religiosi lo scorso 25 novembre.

Ed è anche un Papa Bergoglio particolarmente interessato al tema dei giovani, in grado di mettere in crisi le certezze di un uomo di fede come lui: “È bene essere criticato, a me piace questo, sempre. La vita è fatta anche di incomprensioni e di tensioni. E quando sono critiche che fanno crescere, le accetto, rispondo. Le domande più difficili però non le fanno i religiosi, ma i giovani. I giovani ti mettono in difficoltà, loro sì. I pranzi con i ragazzi nelle Giornate Mondiali della Gioventù o in altre occasioni, queste situazioni mi mettono in difficoltà. I giovani sono sfacciati e sinceri e loro ti chiedono le cose più difficili.”

Parlando dello stato di salute della Chiesa il Papa non ha potuto fare a meno di constatare un calo della vocazione giovanile: “Certo, è vero che c’è una diminuzione delle forze della vita religiosa in Occidente. Certamente è collegata al problema demografico. Ma è anche vero che a volte la pastorale vocazionale non risponde alle attese dei giovani. Il prossimo Sinodo ci darà idee. La diminuzione della vita religiosa in Occidente mi preoccupa.”

In questo Bergoglio sembra avere le idee molto chiare: una critica forte alla dottrina astratta, al fissismo e una maggiore apertura dei religiosi alla dinamicità della vita rappresentata dai giovani: “La Chiesa deve accompagnare i giovani nel loro cammino verso la maturità, e solo con il discernimento e non con le astrazioni i giovani possono scoprire il loro progetto di vita e vivere una vita davvero aperta a Dio e al mondo. [...] Il discernimento, che è sempre dinamico, come la vita. Le cose statiche non vanno. Soprattutto con i giovani. Quando io ero giovane, la moda era fare riunioni. Oggi le cose statiche come le riunioni non vanno bene. Si deve lavorare con i giovani facendo cose, lavorando, con le missioni popolari, il lavoro sociale, con l’andare ogni settimana a dar da mangiare ai senzatetto. I giovani trovano il Signore nell’azione.”

A preoccupare il Pontefice anche l’emersione di molti nuovi Istituti religiosi, spesso dal grande seguito e dall’apparente grande forza apostolica, ma infine destinati al fallimento perché basati unicamente sul carisma umano.

Papa Francesco ammette che la corruzione esiste in Vaticano, e quindi parla dei casi di abusi sessuali all’interno della Chiesa, chiedendo che l’esame dei novizi sia eseguito con grande scrupolosità: “Pare che su 4 persone che abusano, 2 siano state abusate a loro volta. Si semina l’abuso nel futuro: è devastante. Se sono coinvolti preti o religiosi, è chiaro che è in azione la presenza del diavolo che rovina l’opera di Gesù tramite colui che doveva annunciare Gesù. Ma parliamoci chiaro: questa è una malattia. Se non siamo convinti che questa è una malattia, non si potrà risolvere bene il problema. Quindi, attenzione a ricevere in formazione candidati alla vita religiosa senza accertarsi bene della loro adeguata maturità affettiva. Per esempio: mai ricevere nella vita religiosa o in una diocesi candidati che sono stati respinti da un altro seminario o da un altro Istituto senza chiedere informazioni molto chiare e dettagliate sulle motivazioni dell’allontanamento.”