Papa Francesco I (foto by InfoPhoto) ha tenuto il suo primo discorso ai cardinali in sala Clementina. Dopo aver salutato personalmente tutti i porporati, recandosi peraltro lui stesso da Ivan Dias, arcivescovo di Bombay, costretto sulla sedia a rotelle, il pontefice ha parlato a braccio, ricordando i giorni del Conclave, “carichi di fede e comunione ecclesiale”, e invitando tutti i cardinali a proseguire con gli stessi sentimenti.

Doveroso il saluto e il ricordo di Papa Ratzinger, di cui il nuovo pontefice ha voluto celebrare la dedizione al ministero pietrino, definendo le sue dimissioni un “gesto coraggioso e umile. Lo accompagneranno sempre la nostra imperitura riconoscenza, lui ha acceso nel profondo dei nostri cuori una fiamma che sosterrà ancora la Chiesa nel suo cammino missionario”. Poi, il monito: “Non cediamo mai al pessimismo e allo scoraggiamento”.

Tra i concetti espressi da Bergoglio durante il suo incontro con il collegio cardinalizio, il più interessante è stato forse quello a proposito della necessità di trovare “nuovi metodi di evangelizzazione. Stimolati anche dalla celebrazione dell’Anno della Fede, tutti insieme, pastori e fedeli, ci sforzeremo di portare Gesù Cristo all’uomo e condurre l’uomo a Gesù Cristo”. Una conferma indiretta, in un certo senso, della natura geopolitica della scelta di un papa argentino, in un momento storico in cui la popolarità della Chiesa cattolica in Sudamerica è erosa dalla crescente forza delle varie chiese evangeliche e pentecostali.