Rientrando dal viaggio in Corea del Sud, Papa Francesco ha denunciato l’efferatezza delle guerre non convenzionali: “E’ stato raggiunto un livello di crudeltà spaventosa di cui spesso sono vittime civili inermi, donne e bambini - ha detto Bergoglio sul volo B777 rispondendo ai settanta giornalisti che lo seguono da tutto il mondo -. La tortura è diventata un mezzo quasi ordinario e questi sono i frutti della guerra, qui siamo in guerra, è una terza guerra mondiale ma a pezzi”.

Come sempre il Papa (foto by InfoPhoto) risponde a tutte le domande, per un’ora, a cominciare dall’Iraq e dal terrore dell’Isis: Una volta si parlava di guerra convenzionale, non dico che fosse una cosa buona ma oggi la bomba ammazza l’innocente con il colpevole, il bambino con la mamma, ammazza tutti. Ma vogliamo fermarci a pensare al livello di crudeltà a cui siamo arrivati? Crudeltà e tortura: oggi la tortura è uno dei mezzi direi quasi ordinari nel comportamento dei servizi di intelligence e in alcuni processi giudiziari. E questo ci deve spaventare. Non è per fare paura. Ma il livello di crudeltà dell’umanità in questo momento deve spaventare un po’”.

Sul bombardamento Usa in Iraq, il Papa ha le idee chiare: “In questi casi, dove c’è un’aggressione ingiusta, soltanto posso dire che è lecito fermare l’aggressore ingiusto. Sottolineo il verbo: fermare. Non dico bombardare o fare la guerra, dico fermarlo. I mezzi con i quali si possono fermare dovranno essere valutati. Ma dobbiamo avere memoria, pure: quante volte, con la scusa di fermare l’aggressore ingiusto, le potenze si sono impadronite dei popoli e hanno fatto una bella guerra di conquista? Una sola nazione non può giudicare come si ferma un aggressore ingiusto”.

Il discorso sulle guerre prosegue: “Dopo la Seconda Guerra Mondiale, sono state create le Nazioni Unite: là si deve decidere, come lo fermiamo? Solo questo, niente di più. Quanto alle minoranze, mi parlano dei cristiani che soffrono, dei martiri, ed è vero, ci sono tanti martiri. Ma qui ci sono uomini e donne, minoranze religiose non tutte cristiane, e tutte sono uguali davanti a Dio. Fermare l’aggressore ingiusto è un diritto che l’umanità ha. Ma c’è anche un diritto dell’aggressore ad essere fermato, perché non faccia del male”. Il Papa si dice pronto a sostenere un intervento sul terreno per fermare gli jihadisti: “Ne abbiamo parlato, era una delle possibilità: se fosse necessario, ci dicevamo, dopo la Corea andiamo là. Sono disponibile. In questo momento non è la cosa migliore da fare, ma sono disposto ad andare”.

Bergoglio è il primo Papa che abbia potuto sorvolare la Cina che sarà probabilmente una delle prossime tappe dei suoi viaggi: “All’andata, quando stavamo per entrare nello spazio aereo cinese, ero nella cabina di pilotaggio. Il pilota ha chiesto l’autorizzazione, una cosa normale, poi ha mandato il telegramma. Sono tornato al mio posto e ho pregato tanto per quel bello e nobile popolo cinese. Un popolo saggio: penso ai grandi saggi cinesi e alla storia di questa saggezza, noi gesuiti abbiamo la storia di Matteo Ricci. Voglia di andarci? Ma sicuro domani. Rispettiamo il popolo cinese, soltanto la Chiesa chiede libertà per il suo mestiere, il suo lavoro. Poi non dimentichiamo quella lettera fondamentale di Benedetto XVI al popolo cinese che oggi è attuale, ha attualità, rileggerla fa bene, e sempre la Santa Sede è aperta ai contatti, perché ha una vera stima per il popolo cinese”.

Tra i viaggi del 2015 sono annunicati Sri Lanka e Filippine ma non solo: “Vorrei andare a Filadelfia all’incontro delle famiglie, sono stato anche invitato dal presidente americano al congresso di Washington e dal segretario dell’Onu a New York. Forse andrò nelle tre città assieme. I messicani vorrebbero andassi alla Madonna di Guadalupe, si può approfittare di quel viaggio ma non è sicuro. Intanto quest’anno è prevista l’Albania, per due motivi importanti. Primo, perché sono riusciti a fare un governo di unità nazionale tra islamici, ortodossi, cattolici, con un consiglio interreligioso che aiuta tanto, equilibrato e armonico. Se poi pensiamo alla storia dell’Albania, è stato l’unico dei paesi comunisti ad avere l’ateismo pratico nella Costituzione: se andavi a messa era anticostituzionale! Sono state distrutte 1820 chiese, altre trasformate in cinema, teatri, sale da ballo”.

La popolarità non spaventa il Papa: “La vivo come generosità del popolo, ringraziando il Signore che il suo popolo sia felice. Interiormente cerco di pensare ai miei peccati, ai miei sbagli perché io so che questo durerà come me, due o tre anni e poi via, alla casa del Padre!” dice scherzando sulla sua morte -. “Le vacanze? Le passo in casa. Una volta ho letto un libro interessante, sintitolava ‘Rallegrati di essere nevrotico’! La mia nevrosi è che sono un po’ troppo legato al mio habitat. L’ultima volta che ho fatto vacanze fuori, con la comunità gesuita, è stato nel ’75. Cosi faccio vacanza a casa, cambio ritmo: dormo di più, leggo cose che mi piacciono, sento musica, prego di più”.

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